Nel palinsesto sperimentale di questo blog abbiamo deciso di destinare la giornata di venerdì alle novità in arrivo sul nostro mercato, intendendo con questo i titoli in lingua italiana rilasciati dalle case editrici o di produzione autonoma. Tuttavia non abbiamo collegamenti diretti con le case editrici, né intendiamo averne in questa fase, il che porta ad un problema di raccolta dati. I siti sulla Rete, anche di grossi operatori, sono perlomeno incompleti ove non siano del tutto disorganizzati per discernere un genere o un insieme di date per selezionare il materiale.
L’idea è di risolvere il problema rapidamente, speriamo già la settimana prossima. Per questo appuntamento invece andiamo a parlare di una novità in arrivo sui mercati di lingua inglese e attraverso questa di come ci si può propore nel mondo editoriale moderno. Crediamo possa essere interessante sotto molti aspetti anche se non ci sono innovazioni particolari, ad essere premiante è soprattutto il concetto di sistema che emerge da questa segnalazione.
Parliamo di “Triggers” di Robert J. Sawyer , in uscita il 3 aprile prossimo.
Agli iscritti della mailing list arriva un comunicato stampa che dovrebbe essere studiato per quanto è completo. Spiega per che editori uscirà il libro sui mercati di riferimento (Canada, USA, UK), illustra in che formati elettronici verrà diffuso (in pratica tutti), segnala l’audiolibro e che il romanzo verrà diffuso anche tramite un club del libro. In pratica copre tutte le basi, nessun segmento del mercato rimane fuori dalla strategia di marketing.
A questo segue l’invito per la festa di lancio del romanzo (a Toronto) e la segnalazione delle date del tour di presentazione, che copre il Canada e la California. Il che offre spazio anche ai tradizionali incontri con i lettori e assicura un periodo, breve, di maggior esposizione nelle librerie. Finito? No, ci sono anche le classiche frasette di accompagnamento e i link per andarsi a leggere i primi tre capitoli e varie informazioni sul libro.
Visto che il 3 aprile era una buona data per il nuovo libro, perché non promuovere in contemporanea la release nel formato paperback di uno precedente? Ed ecco “Wonder”, il volume conclusivo della trilogia WWW (composta anche dai precedenti “Wake” e “Watch”) con i suoi primi tre capitoli offerti come assaggio e la segnalazione del sito dedicato all’intera trilogia. Finito? No, c’è anche dell’altro.
Sawyer scrive articoli di divulgazione e speculazione scientifica e ha un’attività di conferenziere che segnala a tutti i possibili interessati. Il super comunicato si chiude con l’elenco completo dei modi per contattare lo scrittore sulla Rete e i social network. Finito? No, c’è anche il link per godersi il video dedicato a “Triggers” ospitato su YouTube. Come detto in precedenza, tutte le basi sono coperte.
Tutto questo non è innovativo ma rappresenta molto bene un concetto di approccio totale al mercato editoriale oltre a un investimento notevole come tempo e risorse per arrivare a questo risultato. In questo caso stiamo parlando di un autore di punta del genere, da cui si attende un certo risultato in termini di vendite sia sull’immediato che sul medio-lungo termine. Va fatto notare come il marketing sia a due livelli, da una parte quello tradizionale, affidato alla casa editrice, dall’altro lo sforzo personale dell’autore che si propone in prima persona a chi lo segue.
Facile a questo domandarsi quanti scrittori sul mercato italiano facciano operazioni del genere o più semplicemente quanti di loro siano consci del complesso delle potenzialità offerte dai vari formati e relative nicchie di mercato a cui sono legati. Lo stesso discorso vale per le case editrici nostrane, in gran parte ancora molto distanti concettualmente dalla multimedialità e dalle strategie di mercato che ne derivano.
Uscire dallo schema ottocentesco del libro cartaceo finisce con il limitare fortemente il ruolo di controllore del mercato che aveva l’editore e appiattisce molti differenziali tra le piccole e le gradi case, finendo per rendere competitivi anche i progetti di microeditoria, ovvero le auto produzioni fatte con grande serietà e qualche investimento. Il che porta a ripetere la domanda, quanti scrittori italiani sono da considerarsi pronti per questo cambio di paradigma?






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