(recensione del nostro collaboratore Samuele Pretto, aka L’Internauta Digitale)
Philip K. Dick
Il disco di fiamma (1955)
Titolo originale: Solar Lottery
Cenni sulla trama.
In un lontano futuro, tutto è governato dal caso e dalla fortuna.
In un mondo dove esistono giochi a premi, estrazioni e sorteggi esiste anche una speciale lotteria.
Una lotteria in grado di dare il potere politico a un singolo uomo, mediante il movimento subatomico casuale di una speciale urna.
Per partecipare alla lotteria per il potere, bisogna però possedere una scheda di capacità e nonostante il sistema sembri pulito ed equo in realtà in pochi posseggono le ambite tessere, mentre grandi multinazionali e aziende ne comprano a vagonate nei vari mercati neri.
Verrick è stato il Quizmaster, ovvero il capo supremo del governo per dieci anni, finché l’Urna non è ruotata eleggendo come nuovo governante il tecnico elettronico e prestonista Leon Cartwright.
Il giovane Ted Bentley viene licenziato dall’Oiseau-Lyre e adirato contro i suoi ex-padroni, da lui ritenuti corrotti, decide di prestare fedeltà a Verrick.
Dopo aver compiuto il giuramento, però scopre che Verrick non è più il Quizmaster e grazie alle parole del telepate Wakeman scopre che non è tutto oro quello che luccica.
Leon Cartwright divenuto il nuovo Quizmaster, dovrà stare attento alle manovre del vendicativo Verrick, in un mondo dove l’assassinio è legalizzato, mentre un’astronave di prestoniti è alla ricerca della “terra promessa”/pianeta Disco di Fiamma.
Recensione.
“Il disco di fiamma” è il primo romanzo scritto dal leggendario scrittore Philip K. Dick, la cui storia è ambientata in un mondo scosso da una profonda crisi d’ideali.
In questo mondo dove l’omicidio e la schiavitù sono legalizzati, l’unica fonte di divertimento/distrazione/riscatto sociale è la lotteria e il complesso sistema minimax, dove ogni giorno c’è chi tenta la fortuna con ardite scommesse.
La storia si evolve, facendoci conoscere man mano i personaggi e il mondo circostante, un mondo corrotto e ipocrita, falsamente equo e governato dalla superstizione e dalle leggi della probabilità.
Ogni descrizione è precisa e metodica, con un dettaglio profondo e incisivo, senza lasciare mai nulla al caso e in netta contrapposizione con l’universo descritto.
Fra messia, robot, telepati e personalità multiple, assistiamo allo svisceramento di questo futuro avvolto da una folta nube di pessimismo e cinismo, mentre i valori come giustizia ed equità sono ormai stati sepolti dallo scorrere dei secoli.
Può un uomo fare la differenza? Può un solo uomo cambiare il sistema?
In “Il disco di fiamma” pur essendo il primo romanzo di Dick, si possono già notare e vedere le principali tematiche che caratterizzano il celebre scrittore, come per esempio: l’analisi critica della società, il singolo che lotta contro la massa/sistema ecc….
“Il disco di fiamma” è un’opera che invita alla riflessione, alla meditazione nei confronti del valore dell’umanità, dei principi fondamentali come libertà, uguaglianza e giustizia.
Il mondo probabilistico/matematico presente in questo romanzo è marcio, corroso all’interno dalla corruzione e dai membri di più alto livello, mentre i poveri/i non classificati sono costretti all’impotenza o alla schiavitù forzata.
Una schiavitù subdola e meschina, spacciata per un atto di fedeltà, una sorta di giuramento che lo schiavo deve fare al suo padrone.
E’ quasi impossibile non pensare alla situazione odierna, percorsa da prima di tutto una crisi economica e secondo da una crisi umana e di valori, dove sempre più precari/”schiavi” cercano lavoro accettando qualunque compromesso, dimenticando e voltando la faccia a quei valori fondamentali.
“Il disco di fiamma” è un libro, un romanzo di fantascienza, non è realtà ma nonostante questo il suo messaggio è tremendamente reale, quasi profetico.
Lo scrittore Stanislaw Lem definiva Philip K. Dick un visionario fra i ciarlatani e come non dargli ragione?






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