John Ringo
A Hymn Before Battle (2000)
Baen Books
disponibile in vari formati qui.
Quarta di copertina (da Baenbooks.com)
WITH FRIENDS LIKE THESE . . .
With the Earth in the path of the rapacious Posleen, the peaceful and friendly races of the Galactic Federation offer their resources to help the backward Terrans—for a price.
Humanity now has three worlds to defend.
As Earth’s armies rush into battle and special operations units scout alien worlds, the humans begin to learn a valuable lesson: You can protect yourself from your enemies, but may the Lord save you from your allies.
Recensione flash.
L’umanità scopre finalmente di non essere sola, giusto in tempo per ritrovarsi sul cammino di una razza dedita alla distruzione e nel bel mezzo di un conflitto interplanetario che coinvolge quattro diverse specie. Esordio d’impatto ma libro non molto adatto a chi non conosce le questioni militari.
Recensione.
C’è un bel numero di romanzi o di serie che raccontano i possibili primi contatti tra l’umanità e una (o più) razze aliene. Non pochi di questi vedono immediati sviluppi conflittuali o comunque svolte militari significative. Pochi però riescono ad essere coerenti nel loro sviluppo, nella maggior parte dei casi per carenze di background militare dei loro autori o per la scarsa voglia di dedicare tempo e risorse alle fasi di ricerca e documentazione. John Ringo si è preparato bene e in questo libro dimostra chiaramente di non aver paura di osare.
Servono alieni? Bene, ecco quattro razze diverse. Serve un conflitto? Ottimo, abbiamo una guerra su ampia scala con centinaia di pianeti coinvolti. Serve un nemico? Nessun problema, l’antagonista ha tutti i tratti per risultare odioso. Volete battaglie in condizioni disperate? Serviti senza problemi, le orde avversarie sembrano infinite. Si potrebbe proseguire oltre ma l’atteggiamento è già chiaro. Pensare in grande, alzare sempre di più la posta in gioco come è classico fare nella narrativa d’avventura. Ne deriva un ritmo molto alto e la spinta indotta a “girare pagina” per vedere cosa succederà dopo.
Ringo fa delle scelte impegnative e questo condiziona lo sviluppo di questo romanzo; imposta una vicenda basata per la maggior parte sulla preparazione a un conflitto e al conflitto stesso, il tutto riservando ampio spazio a descrizioni tecniche/pseudotecniche e lasciando più sullo sfondo gli elementi della trama legati alle relazioni tra le razze aliene e sul come vengano visti gli esseri umani nel loro contesto.
Per la razza umana si presenta una sfida enorme. Non solo deve affrontare lo shock culturale del rapportarsi con delle razze aliene e con balzo tecnologico di grande portata ma deve mobilitarsi per sostenere una guerra fondamentale per la propria sopravvivenza. Non solo, data l’incapacità culturale di mettere in piedi una difesa degna di questo nome da parte degli alieni, gli umani devono prendere sulle loro spalle il conflitto con la razza che sta conquistando i pianeti dei nostri alleati.
Le premesse sono mostruose e non a caso questo è il primo romanzo di una serie, le tematiche prescelte richiedono una spazio superiore a quello di un romanzo. Il libro comunque è godibile anche separato dal resto della serie e costituisce un buon punto di partenza per chi volesse valutare l’operato dell’autore sia dal punto di vista stilistico che per la struttura della narrazione.
Il punto debole di questo romanzo risiede proprio nel suo essere specialistico, nel senso che utilizzando un linguaggio farcito di acronimi e termini militari e focalizzandosi spesso sull’hardware utilizzato dai personaggi finisce per essere potenzialmente ostico a chi conosce meno questi ambiti, al punto da far perdere i necessari riferimenti nella lettura. E’ implicito in questo anche un certo livello di infodump, sia tecnico che di tipo organizzativo, altro fattore che può risultare pesante nella lettura per chi non è abituato alla military SF.
Nota finale: al momento non risultano traduzioni in italiano dei romanzi di John Ringo, né opzioni di alcun genere sui suoi lavori.






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Come dicevo, a me John Ringo suscita una certa ironia per via del nome.
Una Pallottola per Ringo e tutto quel genere di cose.
Penso ai suoi libri, e immagino Giuliano Gemma vestito da cowboy alla macchina da scrivere.
Lo so, sono malato.
Non c’è dubbio, d’altra parte, che si tratti di un autore che sposta centinaia di migliaia di copie senza troppa fatica – il ciclo dei Posleen è considerato un classico moderno della SF militare.
[ma perché non tradurlo, editori nostrani? Venderebbe a carrettate...]
Da come me lo descrivi, mi pare un tipo un po’ lontano dai miei standard, ma un’occhiata gliela darò volentieri.
Segnalo tra l’altro che la Baen Free Library ha sette ebook di John Ringo in scarico gratuito, incluso A Hymn Before Battle.
http://www.baen.com/library/authors.asp
Capisco l’ironia, specialmente dopo aver visto una foto dell’autore con il cappello da cowboy… ha avuto un certo successo e mi piace il suo spaziare su prospettive ampie senza complessi di sorta. Credo sia distante dai tuoi gusti ma suggerisce cose interessanti come concetti.
Venderebbe? Sì. Se si degnassero di proporlo…
Chi lo sa perchè ma anche a me veniva da pensare al Ringo degli Spaghetti Western.: P
Tradurlo in Italia?
Naaaaa!
Molto meglio ristampare King o Dick per la centonovantesima volta!!!
Questione di età? Noi ricordiamo il periodo degli spaghetti-western… e non voglio citare un noto prodotto dolciario. Ci sarebbe da dire che con ogni probabilità i diritti non costerebbero molto, non è certo un romanzo nuovo.
È fantascienza d’intrattenimento pubblicata da Baen – i diritti non dovrebbero costare uno sproposito.
Ed è un autore seriale – provi a pubblicare il primo, e se tira, hai una miniera inesauribile.
Vale per Ringo il discorso fatto per Cook, per Drake e per molti altri…
E non sarebbero impossibili da tradurre, potrei provarci anche io che di certo non sono un professionista.
Dalla descrizione sembrerebbe adatto anche a molti lettori di Segretissimo; sarebbe una mossa spiazzante, ma magari in uno Speciale…
C’è anche un precedente recente, un finalista del premio Urania pubblicato nella serie regolare. La tua idea non è per nulla male.
La sfortuna è che per Segretissimo pare funzioni al contrario delle altre collane, sei svantaggiato per la pubblicazione se sei straniero. D’altra parte, in questo caso il nome dell’autore sembra proprio uno pseudonimo!
Per inciso non è uno pseudonimo, comunque sia non mi fare aprire la polemica su Mondadori, ti prego. Se e quando affronteremo quel discorso dovremo cautelarci.
Per carità Angelo, a me piace scherzare ma non voglio fare polemica, anzi sono un sostenitore degli autori italiani su Segretissimo. E’ una scelta editoriale chiara, precisa e credo anche stia dando i suoi frutti.
Sono d’accordo con te, godiamoci il buono che viene dalle scelte ed evitiamo polemiche.