David Drake
The Tank Lords (1999)
Baen Books
disponibile in vari formati, qui
Quarta di copertina (da Baenbooks.com).
THE SAGA OF THE SLAMMERS BEGINS!
COLONEL ALOIS HAMMER: He welded five thousand individual killers into a weapon more deadly than any other in the human universe. When a planetary government faces unfriendly natives, guerrilla insurgents, or ruthless terrorists, they do the only thing that might save them— they hireHammer’s Slammers, the toughest, meanest bunch of mercs who ever wrecked a world for pay. Known throughout the galaxy for their cold, ruthless ferocity, the men of Colonel Hammer’s indomitable armored brigade routinely accept impossible missions. Again and again, they go up against overwhelming forces, or fight a two-front war against ferocious opposition, all without atomizing their civilian employers. Can they keep doing it Not if they abide by the rules of civilized warfare…but nobody ever said the Hammers were nice. Even when their chances are not good—those who oppose them have no chance at all!
Publisher’s Note: THE TANK LORDS contains two full volume’s worth of the Hammer’s Slammer’s saga, for the first time presented in chronological story sequence as determined by the author.
Recensione flash.
Se volete farvi un’idea di cosa sia la saga degli Slammers, i mercenari più tosti che si siano mai visti in questa galassia, ecco un buon punto di partenza. Questa antologia comprende un romanzo breve e in coda un articolo dell’autore che spiega in maniera limpida il suo di vista.
Recensione.
Abbiamo parlato in maniera estesa di David Drake in questo articolo a firma del nostro Davide Mana che ripercorso in maniera estesa la carriera dell’autore. In questo volume della Baen troviamo raccolte in ordine cronologico diverse storie ambientate nell’universo degli Slammers con in coda un’appendice tecnica in cui vengono illustrati diversi elementi di queste narrazioni.
Siamo in un contesto di colonizzazione, in una fase matura in cui l’umanità ha stabilito la seconda generazione di colonie e si sta allontanando sempre di più dal mondo madre. La maggior parte dei pianeti è stata colonizzata su basi etniche / politiche / religiose simili ma anche all’interno di questi frattali delle culture umane esplodono conflitti di ogni genere, il tutto in un quadro locale che spesso è diventato tecnologicamente arretrato rispetto alla Terra.
Le varie fazioni in lotta hanno un numero limitato di opzioni per poter prevalere e in un quadro simile le compagnie di mercenari prosperano facendo valere il peso di armamenti ed equipaggiamento molto più avanzati rispetto ai locali, imponendo per i loro servizi cifre esorbitanti che possono finire con il mandare in bancarotta l’intero pianeta. Gli Slammers sono una delle compagnie più agguerrite e si basano sull’utilizzo di mezzi corazzati estremamente potenti.
L a nota di fondo dell’intero libro si gioca sulla contrapposizione. La doppiezza dei politicanti locali rispetto all’approccio pragmatico dei mercenari, la scarsa efficienza dei soldati locali rispetto agli Slammers, la differenza di attitudine tra civili e militari. Sono i tre piani che danno nerbo a molte delle vicende raccontate, insieme al continuo sottolineare dell’attitudine dei mercenari verso quello che accade a loro e intorno a loro. “Ain’t nothing”, non è nulla, diviene la risposta standard di fronte alle carneficine, ai danni collaterali e in generale all’orrore della guerra. Contano solo gli altri mercenari, il sopravvivere ad un’altra campagna per arrivare a una sospirata licenza.
Lo spirito di corpo degli Slammers è la loro vera forza, anche questo messaggio traspare in maniera non proprio sottile dai racconti. Finiscono con il dimenticare da dove vengono, cosa erano prima di diventare parte delle truppe al servizio del colonnello Hammer. Per loro conta il rispetto reciproco, la capacità di improvvisare soluzioni o di impegnare il nemico anche di fronte a rapporti di forza apparentemente impossibili. Se vi sono venuti in mente i Marines degli Stati Uniti o la Legione Straniera non è proprio un caso.
Drake è un veterano del Viet Nam, esperienza da cui ha tratto molto di quello che rappresenta nei suoi libri anche al di fuori dal ciclo degli Slammers. In coda all’antologia troverete un brano piuttosto esplicito che mette le cose in chiaro su come la pensi l’autore a proposito della guerra, dei conflitti in generale e dello scrivere fiction che parli di queste cose. Da solo varrebbe l’acquisto del libro.







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Gli Slammers sono inspiegabilmente assenti dai nostri cataloghi.
Sì, lo so, è sempre la solita solfa.
Però è curioso, considerando che uno spazio per la SF militare in Italia evidentemente c’è (si veda il successo di autrici come la Bujold o la Moon), che uno dei capisaldi venga ignorato.
Vero, probabilmente non ha un’infilata di Hugo a certificarne la qualità.
Ma anche così… le statistiche di vendita sono una certificazione, a modo loro.
Per molti, specialmente gli operatori del settore, le vendite sono l’unico parametro valido. In Italia hanno pubblicato Gerrold, Pournelle, Niven, Saberhagen, svariate tonnellate di techno-thriller senza mai dare attenzione a Drake. Detto tra noi, i diritti non dovrebbero essere dei più costosi.
Anch’io credo che sarebbe piuttosto a buon mercato – con 70 e rotti titoli all’attivo, i più vecchi devono andar via per poco.
La cosa strana è che in libreria si trovano addirittura negli Oscar Bestseller i romanzi di Warhammer 40.000. Miniature a parte, credo che il pubblico potrebbe essere più o meno lo stesso.
Io penso che molta SF militare USA sconti, da parte di chi decide cosa pubblicare, un sospetto di sciovinismo neo-imperialista e militarista. Di fare un pò di propaganda all’esercito USA, insomma.
So di incamminarmi su un terreno minato (appopriatamente direi), ma Io un pò questo pregiudizio ce l’ho sempre.
Drake com’e’ messo al riguardo?
Io comincerei col sottolineare che la prospettiva di Drake è quella del militare e dello storico.
Personalmente mi sono tenuto a lungo alla larga da questo autore proprio perché il suo nome era il primo a saltar fuori quando si parlava di “fantascienza militarista” – ma io non credo sia militarista, piuttosto pragmatico.
Insomma, leggendo le storie degli Slammers non mi è mai venuta voglia di arruolarmi nella Legione Straniera, e Drake non ha mai cercato di convincermi che chi affronta un combattimento sia meglio di chi non lo fa.
Credo che per farsi un’idea, sia il caso di leggere la postfazione al volume di cui stiamo parlando, e che nel caso trovi online qui:
http://david-drake.com/2009/vietnam/#Afterword
Personally, I felt like a chunk of raw meat in shark waters.
Il mio principale problema con Drake è che la sua è una posizione vonclausewitziana – la guerra è ciò che succede quando la diplomazia fallisce.
E la diplomazia fallisce.
Io non sottoscrivo questa teoria (ho letto troppo Keegan), ma sono disposto a sospendere l’incredulità sulla inviolabilità della velocità della luce, perché non sul rapporto fra diplomazia e guerra?
E dopotutto, era la stessa posizione di Keith Laumer in Retief (anche se là era giocata per ridere) e di Poul Andrerson con Flandry.
Insomma, io credo che Drake sia un autore onesto, che scrive bene, e che premia i lettori intelligenti.
Non è certamento un poster di reclutamento dei marines – e solo una persona con dei seri problemi, o decisamente in malafede, potrebbe scambiarlo per tale.
A titolo assolutamente personale, ho trovato molto più “preachy” David Weber.
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