Chris Dolley
Resonance (2005)
Baen Books
pp. 400
ISBN 978-1416509127
Quarta di copertina (dal sito della Baen).
You can’t create a world in seven days without cutting corners . . . and it is very dangerous to notice the flaws in the design.
Graham Smith is a 33 year-old office messenger. To the outside world he’s an obsessive-compulsive mute, weird but harmless. But to Graham Smith, it’s the world that’s weird. And far from harmless. He sees things others can’t . . . or won’t. He knows that roads can change course, people disappear, office blocks migrate across town. All at night when no one’s looking. The world’s an unstable place, still growing, sloughing off layers of reality like dead skin. One day you drive by, and it’s changed.
Annalise Mercado hears voices, all from girls calling themselves Annalise. Sometimes she thinks they’re spirit guides, sometimes she thinks she’s crazy. But then they start telling her about Graham Smith and the men who want to kill him. That’s when they meet. So begins the story of two people whose lives are fragmented across alternate realities. And how the hold the key to the future of a billion planets. . . .
Recensione.
Questo romanzo è davvero particolare. A partire dalla scelta del protagonista, un uomo timido e spaventato come pochi altri, traumatizzato da una vita per lui incomprensibile e terrorizzato dal minimo cambiamento. Nella sua percezione sono i suoi comportamenti, le sue rigidissime abitudini che mantengono coerente la realtà. Un passo sbagliato sul marciapiede, un qualsiasi errore nei mille rituali della giornata possono scatenare un cambiamento e lasciare Graham Smith, il protagonista, in un mondo diverso dal precedente. Non può controllare questo passaggio, può solo cercare di organizzarsi per ricordarsi dove vive, dove lavora e ripristinare appena possibile le routine su cui basa la sua vita.
A interrompere questo ciclo arriva nella vita di Graham una donna molto particolare, Annelise Mercado, che non solo sostiene di capire l’importanza dei suoi rituali ma che gli racconta di essere in contatto con altre duecento ragazze simili a lei, un network mentale che cerca di comprendere il perché della propria condizione e le ragioni per cui esistono i passaggi che alterano la realtà. La contrapposizione tra l’estrema timidezza e la paure di Graham con il coraggio e la volontà di Annelise diventano il motore primo di tutta la vicenda.
Il tema di fondo sono i mondi paralleli, qui trattati in modo originalissimo, concetto che mette alla prova le risorse mentali e fisiche dei protagonisti, destinati loro malgrado ad avere un ruolo importante negli sviluppi di una vicenda che mette a rischio le vite di miliardi di esseri umani su una moltitudine di Terre. Ogni sforzo, ogni errore, rischia di consegnare un mondo a degli antagonisti che in nome del profitto finiscono per sprofondarlo nell’anarchia con esiti devastanti. Nelle mani di due emarginati come Graham e Annelise finiscono scelte che non hanno precedenti nella storia umana.
La vicenda scorre in maniera godibilissima con un livello di infodump o di giustificazioni paratecnologiche tenute al minimo indispensabile. Ad emergere di conseguenza è la disperata umanità dei protagonisti, il loro vacillare di fronte a scenari dalle implicazioni abnormi e il loro ricercare una normalità che dia finalmente un senso alle loro esistenze. L’autore riesce a far immedesimare in un personaggio ai limiti della follia come Graham Smith, facendo leva su tutte le sue manie e i suoi rituali giornalieri per far entrare il lettore in una vita dove ogni passo può fare la differenza.
Chris Dolley (Bournemouth, 1954) è un autore non tradotto in Italia, almeno per ora. Ex programmatore, ex creatore di videogiochi, oltre a scrivere SF, fantasy e mistery ha pubblicato una storia autobiografica in cui ha raccontato come durante il suo trasferimento in Francia abbia avuto a che fare con un ladro d’identità e le vicissitudini che ne sono derivate (French Fried: One Man’s Move to France With Too Many Animals And An Identity Thief, diventato un best seller su Amazon).







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Interessante.
Ammetto che mi aveva un po’ raffreddato la copertina – ma ne avevo sentito parlare molto bene, e questa recensione lo conferma.
Devo cominciare a dar retta ai miei stessi consigli, e badare di meno alle copertine della Baen
Quoto Davide, e mi segno ‘sto titolo.
Grazie!