Ospitiamo un intervento di Alessandro Girola, blogger e scrittore multigenere, che ci racconta la genesi del progetto “Due minuti a Mezzanotte”.
Nota redazionale: il progetto “Due minuti a Mezzanotte” è un esperimento di scrittura collettiva dove viene utilizzato il metodo detto “Round Robin”. In pratica è stato creato uno scenario di partenza, dato un punto in cui cominciare la storia e ogni settimana un autore diverso si cimenta con la continuazione della storia. Il sito del progetto è questo, viene aggiornato ogni martedì e con l’aggiornamento viene resa disponibile anche la versione in formato epub dei capitoli finora usciti. Lasciamo ora la parola al suo creatore.
Scrivere di supereroi pur essendo italiani.
La sfida mi intriga da sempre. In pochi lo sanno, ma anni fa ho lavorato a un romanzo, purtroppo incompiuto, che può essere considerato il papà di Due minuti a Mezzanotte. L’impostazione di base era molto simile: futuro prossimo venturo, supereroi inquadrati nei ranghi governativi, intrecci tra fantascienza, temi classici del genere e intrighi fantapolitici.
Rispetto a 2MM cambiava il punto di vista. In quella bozza di romanzo cercavo forzatamente una narrazione italianocentrica, ma il risultato era poco credibile, forse perfino un po’ buffo.
Dagli sbagli si impara.
Con Due minuti a Mezzanotte ho voluto riportare gli eroi in maschera nel loro habitat naturale, gli Stati Uniti, pur scegliendo una variante che sorprendentemente è stata gradita da tutti, ovvero l’isola di Puerto Rico, come cuore pulsante del progetto. Senza però dimenticare quell’aspetto corale e internazionale che molti lettori apprezzano. Alla fine ne è uscito uno scenario parzialmente ucronico, che pare funzionare piuttosto bene.
Al di là dei dettagli tecnici la sfida però era soprattutto quella di far piacere a quanta più gente possibile – sia lettori che autori – un filone che non ha vie di mezzo: o lo sia ama o lo si odia.
Per i non addetti ai lavori c’è molta disinformazione riguardo ai supereroi. In molti sono legati all’idea vintage di questo genere, ai fumetti ipercolorati e confusionari degli anni ’80-’90, oppure ai personaggi sopra le righe degli anni ’60, che in effetti si prestano a più di una battuta ironica.
In realtà la narrativa supereroistica ha vissuto un’evoluzione incredibile, trasformandosi in qualcosa di terribilmente serio e affascinante. Con la scusa degli “uomini in maschera” è possibile toccare molte tematiche importanti, dall’evoluzione del genere umano al razzismo, dalla gestione del potere alla questione della giustizia fai-da-te. Autori come Warren Ellis, Gran Morrison, Mark Waid, Alex Ross, Garth Ennis e tanti altri hanno compiuto questa trasformazione, mettendo in risalto l’aspetto più maturo delle storie supereroistiche, pur senza rinunciare al divertimento, all’intrattenimento.
A voler ben guardare tutto è iniziato con Watchmen, una pietra miliare di questa evoluzione.
La scelta di proporre Due minuti a Mezzanotte in forma di Round Robin è stata immediata. Per far incuriosire la gente a un argomento che inizialmente desta qualche perplessità non c’è nulla di meglio se non un coinvolgimento diretto. In fondo le sfide piacciono a tutti (o quasi) e l’entusiasmo è trascinante.
Non a caso una delle più grandi soddisfazioni ottenute finora, a quasi metà progetto, è proprio il grande senso di coinvolgimento che ha contagiato anche gli insospettabili, vale a dire coloro la cui conoscenza supereroistica si ferma al massimo ai film della Marvel e della DC Comics di questi ultimi anni.
L’entusiasmo però è presto debordato ben oltre i confini della Round Robin. Alcuni lettori, in parte nemmeno coinvolti nella parte attiva della RR stessa, hanno scritto degli spin-off che si basano sull’ambientazione di 2MM, ma che non si riallacciano alla continuity narrativa principale.
Anch’io mi sono cimentato in questa esperienza collaterale. Personalmente parlando, Due minuti a Mezzanotte mi ha dato infatti la grande opportunità di creare due personaggi – entrambe supereroine – a cui sono enormemente affezionato. Lo ritengo un passo fondamentale nella mia formazione come scrittore. Ma in fondo questa è un’altra storia…
Come in molti mi hanno fatto, con 2MM nel suo complesso è nata una vera e propria saga fumettistica, come quelle “vere”, con tanto di personaggi ricorrenti, easter egg, trame e sottotrame che si incrociano, team-up e altre piacevolezze. Solo che le nuvole parlanti sono sostituite da vere e proprie parole. Da racconti, insomma.
Se posso esprimermi senza falsa modestia è un risultato davvero lusinghiero. E non siamo che all’inizio. Il meglio deve ancora venire.






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Nel frattempo tutti noi continuiamo a diovertiirci con le atmosfere della round robin.;)
Beh hai creato un universo eccellente
Grazie a te per farci divertire con 2MM
Beh, l’idea ha funzionato alla grande. L’entusiasmo si vede dal numero esorbitante di spin-off, ma anche dalle discussioni che avvengono sul blog.
Sono uno di quelli che non ha (quasi) mai letto fumetti con supereroi all’interno. A parte PKNA, naturalmente, che se vogliamo è un altro esempio di modello americano “italianizzato”.
Piccola curiosità. Mi sembra che le Edizioni Scudo avessero bandito un mini concorso per supereroi italiani (o europei) e attuali. Non so come sia andata a finire, ma era un’iniziativa su cui ero scettico per cui non ho partecipato. Chissà, magari oggi l’avrei fatto.
Grazie a te e alla tua idea ho ripreso a scrivere.
Sapete tutti che è solo colpa sua.
Grazie a voi che avete partecipato (anzi, ancora partecipate) all’universo narrativo di 2MM
)
E’ sempre un piacere coinvolgere così tanta gente.
Riguardo al concorso delle Edizioni Scudo… meglio concentrarsi sulla RR
Il segreto del successo di questo progetto è proprio la cura con cui è stata creata l’ambientazione. Se così non fosse stato, beh credo che tutto l’entusiasmo si sarebbe smorzato immediatamente.
Quindi tanto di cappello ad Alex per quello che si è inventato!