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Tutti gli articoli per il mese di luglio 2012

Dario Tonani (Milano, 1959); giornalista e scrittore. Noto ai più per i romanzi “Infect@” e “Toxic@” pubblicati per Mondadori nella serie regolare di Urania. Autore di genere fin dalla fine degli anni ’70, ha pubblicato un numero notevole di racconti e novelette. Questa intervista esce nel giorno del suo compleanno, auguri da tutta la redazione!

Ciao Dario e ben arrivato sulle nostre pagine virtuali. Per curiosità, il tizio rimasto sulla soglia per caso è Gregorius Moffa (*)?

Ciao Angelo, grazie! Sì, il tipo laggiù è Moffa. Diciamo che è il mio alter ego e che all’occorrenza mi fa da guardaspalle. Se non ti dispiace lo lasciamo sulla soglia, ha un caratterino!

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Nota semiseria e assolutamente non polemica di Nick.

la prima volta che incontrai Philip K. Dick, o quantomeno le sue opere, fu all’ inizio degli anni Ottanta. Tutti e dico tutti quelli che conoscevo, perfino quelli che non amavano la fantascienza non facevano altro che parlare di solo film : BLADE RUNNER.

Ovunque andassi il mantra era che quello era un film che DOVEVO VEDERE.

Ora, a parte il fatto che io a metà degli anni Ottanta tutto pensavo meno che ai film, per me la Fantascienza era altro.

Però qualche anno dopo lo recuperai in Vhs.
Il risultato fu qualcosa a via di mezzo tra lo “WOW !!!! e il MADDAI!!!!.
Non starò a parlare in lungo e in largo del film, altri migliori di me lo possono fare, quello che posso dire è che mi colpì il nome dello scrittore da cui la storia era stata, più o meno liberamente tratta: Philip K. Dick.

In seguito incontrai decine di altre volte Mr. Dick come autore di storie trasformate in pellicola, alcuni riusciti altri meno; solo molti anni dopo avrei letto per la mia prima volta, Mr. Dick sulla carta stampata.

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David Drake

The Tank Lords (1999)

Baen Books

disponibile in vari formati, qui

Quarta di copertina (da Baenbooks.com).

THE SAGA OF THE SLAMMERS BEGINS!

COLONEL ALOIS HAMMER: He welded five thousand individual killers into a weapon more deadly than any other in the human universe. When a planetary government faces unfriendly natives, guerrilla insurgents, or ruthless terrorists, they do the only thing that might save them— they hireHammer’s Slammers, the toughest, meanest bunch of mercs who ever wrecked a world for pay. Known throughout the galaxy for their cold, ruthless ferocity, the men of Colonel Hammer’s indomitable armored brigade routinely accept impossible missions. Again and again, they go up against overwhelming forces, or fight a two-front war against ferocious opposition, all without atomizing their civilian employers. Can they keep doing it Not if they abide by the rules of civilized warfare…but nobody ever said the Hammers were nice. Even when their chances are not good—those who oppose them have no chance at all!

Publisher’s Note: THE TANK LORDS contains two full volume’s worth of the Hammer’s Slammer’s saga, for the first time presented in chronological story sequence as determined by the author.

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Il nostro collaboratore Severino Forini alias Obsidian Mirror ci propone un film giapponese del grande Ishirō Honda, buona lettura!

Matango
1963
Giappone
Regia: Ishirō Honda
Sceneggiatura: Takeshi Kimura

Sette persone, a bordo di una barca a vela, raggiungono un’isola sconosciuta dopo una tempesta. L’equipaggio è composto dal professor Murai, dalla sua ragazza Akiko, dall’uomo d’affari Kasai e dalla fidanzata Mami, da un esperto velista, Sakura, dallo scrittore Yoshida e da un marinaio. Una tempesta danneggia l’imbarcazione e la sospinge su un’isola deserta: alla ricerca di cibo, i sette naufraghi scoprono il relitto di una nave. Non c’è però traccia dell’equipaggio originario. Spinti presto dall’impulso della fame, i naufraghi scendono a terra e scoprono nel folto della foresta delle inquietanti distese di funghi (della specie “Matango”, come si scoprirà). Una delle donne del gruppo assaggia il frutto del sottobosco e, trasformatasi a sua volta in una mostruosa creatura fungoide, come una novella Eva cercherà di attirare nella medesima trappola gli altri compagni.

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QI totale 2000: Brin, Bedford, Bear… e Vinge

Negli anni ’80 (mio dio, mi sento vecchio), tre autori emersero dall’Università di California, all’apparenza destinati a riportare nuova linfa nel campo stracco della fantascienza hard.
Soprannominati The Killer Bs – poiché i loro cognomi erano Brin, Bear e Bedford – i tre divennero i portabandiera di una nuova fantascienza tecnologica – che sembrava destinata a coniugare il sense of wonder e il gigantismo della vecchia fantascienza avventurosa con una rigorosissima costruzione scientifica.
[ci sarebbero poi anche Vernor Vinge e Kim Stanley Robinson, ma non hanno una B come iniziale]

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Siamo abituati a vederli partire, colonne di fuoco e fiamme che sembrano potersi estendere fino al limite dell’atmosfera mentre migliaia di tonnellate di metalli e plastiche negano la forza di gravità per raggiungere l’orbita.

Vedere un vettore Soyuz a terra, mentre viene portato verso il sito di lancio da un convoglio ferroviario, dà un senso di continuità tra tecnologie nate nel diciottesimo secolo e lo sguardo nel presente dei vari programmi spaziali.

Venendo al nostro palinsesto di questa settimana, anche questa volta leghiamo passato, presente e futuro.

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Pronti per un’altra settimana di programmazione televisiva? Il meglio del digitale terrestre gratuito, intendendo con questo i programmi di fantascienza, radunato per voi. Ricordatevi che i palinsesti sono passibili di variazioni, senza preavviso, da parte delle emittenti.

Se qualche film o telefilm vi interessa particolarmente, consigliamo di verificarne l’effettiva messa in onda.

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Ritorniamo a parlare delle grandi coppie di scrittori all’interno della fantascienza, ma questa volta tratteremo di una coppia particolare, o perlomeno particolare in una maniera differente rispetto a quelle di cui abbiamo già trattato in precedenza.

Già, perchè Charles Sheffield  e Nancy Kress sono stati assieme solo per quattro anni.

Quattro anni.

Stiamo parlando però di quattro anni intensi. E anche indimenticabili.

Charles  Sheffield nasce in Inghilterra nel 1935.

E all’inizio tutto pensa, tutto vorrebbe dalla vita meno che diventare uno scrittore di narrativa .

Charles si laurea a Cambridge in Fisica e Matematica, si sposa con Sarah, una compagna di corso , quella che ritiene il suo grande amore.

I due mettono al mondo due bambini, si trasferiscono in America dove l’uomo comincia a lavorare presso la Nasa.

Nel 1977 le cose cambiano. Il dolore entra nella vita del giovane Inglese. 
Mr Sheffield, incrocia per la prima volta nella sua vita il cancro. 
Che si porta via Sarah. 


L’uomo è distrutto dal dolore, sente di avere bisogno di descrivere le tante sensazioni che prova dentro di sè, comprende di avere perfino il bisogno di lasciar vagare la sua fantasia.
Charles Sheffield comincia a scrivere romanzi di fantascienza.
nel corso della sua lunga carriera vincerà il premio Hugo, il Nebula, diventa perfino presidente della Science Fiction and Fantasy Writers of America.
Le cose sembrano funzionare, Sheffield si risposa, mette al mondo altri due figli.
Tutto sembra andare a posto.

Solo che l’imponderabile entra ancora una volta nella vita dello scrittore inglese, stavolta portando effetti benefici.
Charles Sheffield nell’ambiente degli scrittori conosce una collega: Nancy Kress una brunetta tutto pepe che lo affascina.

Ci potrà essere un solo finale per una storia del genere.


Nancy Anne Koninginsor a differenza del suo futuro marito è una statunitense purosangue, nasce infatti nello stato di New York nel 1948, e sempre a differenza del suo futuro marito capisce subito quello che vuole fare nella vita.
Dopo aver concluso gli studi Anne comincia quasi subito a scrivere narrativa di fantascienza.
Del 1975\ 76 sono i suoi primi lavori, anche se il grande successo arriva solo nel 1991 con la novella “Beggars in Spain” (“Mendicanti in Spagna”) vittorioso sia ai premi Hugo che Nebula; la scrittrice entra a far parte di quel gruppo di giovani scrittori e scrittrici gravitanti attorno alla rivista Isaac Asimov’s Science Fiction Magazine che in quegli anni sta compiendo una delle periodiche rivoluzioni che ogni tanto trasformano il nostro genere preferito.

Nel frattempo si sposa con Mike Kress, ma il loro non è esattamente un matrimonio felice, dopo dieci anni arriva la separazione, anche se per il resto della vita l’artista continuerà a portare il cognome del primo marito preferendolo al suo.
Tutto sembra andare a posto.
Nel 1998 Nancy Kresssi è creata una reputazione (meritatissima) di grande scrittrice, assieme a Pat Cadigan e a Ellen Datlow viene considerata una delle “ragazzacce” del settore: scrittrici di qualità, che non hanno paura di esplorare vie narrative insolite.
Solo che nell’ambiente degli scrittori conosce un collega: un certo Charles Sheffield, un gentile scrittore inglese che l’affascina,
Ci potrà essere un solo finale per una storia del genere.

I due si sposano: quattro anni meravigliosi, a detta di entrambi ed anche di tutti quelli che li conoscono.
ognuno rispetterò sempre il lavoro dell’altro, magari si consiglieranno anche, ma fondamentalmente sia lui che lei professionalmente andrà avanti per la propria strada.
Sheffield, fondamentalmente viene considerato come uno scrittore di fantascienza hard , ma privileggia l’aspetto umano delle sue storie, la Kress invece dà il meglio di sè nella descrizione di futuri abbastanza vicini al nostro, e nel’ ingegneria genetica. inoltre si specializza nel tratteggiare splendidi ritratti femminili.

Ancora una volta, però il destino spariglia le carte, ancora una volta nella sua vita Charles Sheffield incappa nel cancro. Stavolta è lui ad ammalarsi, stavolta è lui a spegnersi.
Nel 2002 l’artista si spegne, la moglie lo piangerà a lungo.

Ma cosa ci hanno lasciato i due scrittori?
Lui, prima e dopo matrimonio, ha scritto racconti bellissimi e carichi di umanità come “Georgia on My Mind”(1992) e cicli come il “THE HERITAGE UNIVERSE”.
Lei, invece prima e dopo il matrimonio,oltre al già ricordato ciclo dei “MENDICANTI” si è data alla fantascienza tecnologica dei due romanzi di “GREENTREES” (“Crossfire”(2003) e “Crucible” (2004).

La Kress continua a scrivere, recentemente si è risposata. Però ogni volta che
esce un suo nuovo libro, puntualmente lo dedica alla memoria del suo ex marito.

In un anno in cui i buoni nuovi titoli si susseguono con un ritmo incalzante, la nuova uscita di Mary Gentle è una preda ghiotta per gli appassionati di fantascienza.
E sì, dico fantascienza, nonostante la Gentle venga bollata nel nostro paese come autrice fantasy.
Ma ne siamo davvero sicuri?
A parte l’esordio con i due solidissimi romanzi del ciclo degli Orthe – un esempio quantomai interessante di fantascienza politica e terzomondista, il catalogo dell’autrice inglese rimane ingannevole.

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E’ realmente un impresa ardua il cercare di descrivere in poche righe la vita e la carriera di Renato Pestriniero, dopotutto non stiamo parlando  “solo” di uno scrittore, ma di uno dei padri stessi della Fantascienza nel nostro paese.

Volendo semplificare potremmo dire che esiste un Pestriniero ufficiale nato a Venezia nel 1933 che si è sposato , che ha avuto una figlia da lui amatissima, e che fino al 1988 ha lavorato come
Capo Reparto presso la filiale italiana di una grossa multinazionale svizzera.
Ma quel Renato Pestriniero per così dire ufficiale in un certo senso è stato la maschera di un altro uomo, con un altra vita ben più interessante e vissuta.
Una vita in cui la fantasia è stata non certo una valvola di sfogo, quanto
piuttosto la più grande ragione di vita.



In un certo senso l’anno di svolta è il 1958, quando alla personalità per così
dire ufficiale si affianca la seconda: quella del Renato  Pestriniero scrittore.

In quel periodo cominciano a nascere anche nella penisola di Dante, Manzoni ed Andreotti le prime riviste di fantascienza.
Urania è arrivata da almeno sei anni, abbastanza perchè si potesse
cominciare a creare un primo piccolo bacino di potenziali lettori, e sopratutto
di potenziali scrittori.
Ma Urania avrà per decenni un rapporto “non propriamente fiduciario” con gli scrittori italiani,aggravatosi specialmente con la gestione Fruttero & Lucentini che avranno idee ben precise e di certo non favorevoli nei confronti di una via italiana al fantastico.

Saranno quindi altre pubblicazioni, spesso dalla durata più effimera a fornire
spazio agli scrittori autoctoni, tra queste una delle migliori sarà senza alcun
dubbio  una rivista che si occupava sia di scienza che di narrativa
chiamata  Oltre il Cielo.



Nel 1958 su Oltre il Cielo compare un racconto dal titolo poetico: I SILENZIOSI , l’autore si firma semplicemente Pi Erre avrà una carriera quasi sessantennale.Forse non lo immagina nemmeno lui.

I SILENZIOSI è solo l’inizio, Pestriniero macina racconti su racconti, due anni dopo un altro suo racconto: UNA NOTTE DI 21 ORE attrae l’attenzione del regista Mario Bava che da quel racconto trae uno dei pochi film di fantascienza mai realizzati nel nostro paese, quel film diventerà Terrore nello Spazio, un cult assoluto per ogni appassionato.
Noi ne abbiamo parlato qui


Pestriniero non si ferma qui, la
scrittura sarà una costante della sua vita, così come la pittura del resto.
Le sue opere vengono tradotte in diversi paesi, principalmente in
Spagna e in Romania, nel 1982 poi allo scrittore capita un evento curioso: approfittando di una sua corrispondenza con il decano della
fantascienza d’oltreoceano A. E. Van Vogt lo scrittore veneziano ottiene il permesso di  espandere sotto forma di romanzo il racconto “Il Villaggio Incantato”  scritto da Van Vogt decenni prima. Pestriniero è entusiasta di questo permesso, farà di tutto per scrivere un bel romanzo in modo da rendere onore al collega d’oltreoceano.

Solo che quando proporrà il suo romanzo ad una casa editrice italiana, quello stesso romanzo sempre col titolo IL VILLAGGIO INCANTATO uscirà intestato al solo Van Vogt.

Pestriniero non si lascia scoraggiare da questo incidente di percorso, l’uomo
continua a scrivere continua a comporre sia racconti che romanzi e se la
fantascienza non sarà più il suo unico argomento (ci sarà anche tanta
saggistica e tante iniziative culturali dedicate alla sua amata Venezia);di
certo non abbandonerà mai il genere.

Al 1994 risale infatti l’antologia DI NOTTE, LUNGO I CANALI… a tema più onirico che fantastico mentre nel 2005 raccoglie la maggior parte dei suoi
racconti fantascientifici nel bellissimo volume C’ERA UNA VOLTA LA LUNA.

Renato Pestriniero ha superato indenne il passare delle mode letterarie, degli stili rimanendo sempre fedele al suo modo di scrivere, alla sua prosa estremamente letteraria ma chiara e scorrevole ma anche alle sue trame semplici e stranianti al tempo stesso.

La sua è una fantascienza che non cerca di costruire o ipotizzare come potrebbe essere il futuro, ma che cerca di analizzare come potremmo essere noi e cosa potrebbero diventare i nostri sentimenti e le nostre sensazioni in quell’ipotetico futuro.
Forse a pensarci bene, è proprio quella la chiave di una tale longevità letteraria.