19 commenti su “Visti da lontano – Fahrenheit 451

  1. Salgo a bordo molto volentieri! Amo cimentarmi in nuove sfide e la lettura di questo libro e la scrittura di questo post, in un certo senso, lo sono state! Grazie davvero per l’ospitalità.

  2. Un buon inizio per la nuova rubrica e fa piacere vedere come un libro del 1953 possa essere per certi versi ancora attuale. Direi che il buon Bradbury abbia superato la prova del tempo, almeno per le idee. Romina ci porta una ventata d’aria fresca, forse la miglior medicina per chi vede la SF come una struttura cristallizzata nel tempo e ormai patrimonio di pochi appassionati sempre più grigi.

    • “Fahrenheit 451″ è fin troppo attuale per certi versi. Per questo chi ama i libri avverte un senso di disagio nel leggerlo. Io ho provato questa sensazione perché questo testo mette davanti a dei problemi che (spero almeno non in modi così estremi) potrebbero verificarsi visto il periodo buio che la cultura sta attraversando. Anche se bisogna sempre sperare che ci sia un’inversione di tendenza.

      Voi appassionati non siete né pochi né grigi, quindi continuate così!
      Sono contenta che l’articolo ti sia sembrato una buona medicina! Grazie.

  3. interessante punto di vista, anche se 451 è un romanzo un po’ borderline, nel senso che pur essendo fantascienza pura è entrato a far parte della cultura “generale”, e non è difficile sentirne parlare anche da non-fanatici. sarebbe gustoso vedere il confronto con qualcosa di più “settoriale”, chessò, un Hyperion o qualche raccolta di racconti classici della sf.

    • Di certo Nick troverà qualcuno a cui sottoporre anche testi più “settoriali” e magari chissà, se mi lanciate una sfida, potrei sempre decidere di raccoglierla!
      Intanto questo libro mi è piaciuto contro ogni aspettativa, è già qualcosa.

  4. Fahrenheit 451 ha un solo difetto, ed è quello di essere un pugno nell’occhio per i sostenitori del Sistema Internazionale. Per il resto, è un libro perfetto. Non è che possa dire molto. Anche nella lingua, molto potente.
    Spezzo una lancia a favore del film. Ci sono alcuni aspetti interessanti, per esempio i titoli recitati a voce anziché scritti. A me era piaciuto. Anche se manca “the Hound”… l’elicottero non è la stessa cosa!

    • L’elicottere non è decisamente la stessa cosa! E poi ci sono stati troppi cambiamenti nel film per i miei gusti. Sono contenta però che tu abbia portato un punto di vista diverso nei confronti del film. Mi sentivo leggermente in colpa per le parole con cui l’ho un po’ stroncato.

  5. Questa rubrica non farà altro che aggiungere spessore – credo – alla nostra blogzine. :)

    Questo primo articolo è stato molto interessante, e spero ne seguiranno altri dello stesso livello. Complimenti a Romina per essersi cimentata in tutto questo!

    Ciao,
    Gianluca

  6. Bene, ringrazio io tutti quanti e chissà che non raccolga lo spunto lanciato da Piscu e non decida di affidare Hyperion, che oltretutto è uno dei miei libri preferiti del genere SF, alla stessa Romina.

  7. La fantascienza è un po’ come l’horror. Se ti piace te ne fari scorpacciate. Se non ti piace, allora la eviterai come la peste. Non ci sono vie di mezzo. Tutte le persone che conosco, a cui non piacciono tali generi, rabbrividiscono solo all’idea di poter guardare un film o leggere un libro horror o di fantascienza. Sembra sia una specie di repulsione innata e, cascasse il mondo, se ne tengono ben lontani. Complimenti quindi a Romina per aver azzardato il “grande salto della barricata”. E complimenti per il post, come sempre di grande spessore.

    • Io non sono tra le persone che evitano un genere a priori. Certo, ho dei miei generi preferiti e tra questi non c’è la fantascienza (anche se, come ho detto, i film sono una cosa e i libri un’altra), ma bisogna anche saper cambiare idea, no? Essere troppo convinti di qualcosa e non mettersi in discussione non porta da nessuna parte. Questo libro mi è piaciuto e questa è una certezza. Magari il prossimo libro di fantascienza che leggerò non mi piacerà, ma lo scoprirò solo leggendolo! E poi ci sono anche libri di generi che amo molto che a volte mi deludono. Insomma, non si può giudicare un genere nel suo insieme e soprattutto non si può farlo se prima non lo si conosce almeno un po’. Quindi la barricata va assolutamente saltata! Grazie per il commento.

  8. Nella mia peraltro limitata esperienza, chi afferma di non sopportare la fantascienza di solito non ha mai letto un libro di fantascienza.
    E circolano un sacco di strane idee – la fantascienza è difficile (?) , complicata, triste (?!).
    Dicono che la fantascienza non sia un genere da donne (in barba alle decine di eccelenti autrici che hanno contribuito a sviluppare il genere), dicono che sia il genere di narrativa che leggono solo gli ingegneri.
    Il mondo è zeppo di gente che la sa lunga – e che dice sciocchezze.
    È bello a volte ricordare al pubblico che sarebbe il caso di tacere e leggere il dannato romanzo…
    Ottimo articolo, Romina ;-)

    • In effetti circolano parecchie strane idee che riescono rapidamente a trasformarsi in pregiudizi difficili poi da cancellare. Credo valga per molti generi, ma soprattutto proprio per la fantascienza. Io stessa l’ho sempre considerata un genere difficile pur avendo letto pochissimi testi di questo tipo. Per cambiare idea bisogna però avere l’umiltà di considerare la possibilità di avere torto e mettersi in discussione. Non ci si può affidare solo alle voci sentite per strada!
      Visto che “Fahrenheit 451” è stato definito nei commenti un romanzo borderline, credo che presto leggerò un altro testo fantascientifico per valutare personalmente tutte le dicerie e decidere con la mia testa cosa pensare! Sono contenta che l’articolo ti sia piaciuto.

  9. Davvero una bella recensione. Io ho letto solo Cronache Marziane di Bradbury e all’epoca non mi era piaciuto (troppo surreale). Ora credo che darò a Bradbury una seconda occasione, anche se io preferisco la fantascienza di Isaac Asimov e William Gibson.

    • Il libro merita, secondo me, però non ho mai letto nulla di Asimov e Gibson, quindi non ho molti termini di paragone! Grazie per il commento e scusa se ho risposto dopo così tanto tempo!

      • Non preoccuparti! :)
        Se non hai mai letto Asimov e Gibson, il mio consiglio è di partire da Asimov, che è più classico come autore e forse un filino più fruibile di Gibson per chi non legge regolarmente fantascienza. Se preferisci il format del romanzo, potresti partire da Abissi d’Acciaio (Ciclo dei Robot) oppure dalle Fondazioni (adesso si trova un volume unico chiamato Trilogia delle Fondazioni). Altrimenti è ottima l’antologia Tutti i miei robot.

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