9 commenti su “Memorie di Lemuria

  1. Palmer in effetti fu l’uomo che dopo le gestioni Gernsbrack equella paternalistica di T. Connor O’Sloane trasformò la rivista, facendola diventare dalla rivista di racconti al ritrovo di ufologi, cospirazionisti e quant’altro, Shaver fu solo uno dei tanti “ciarlatani” del periodo
    le vendite in effetti aumentarono ma AMAZING al contempo ne fu coperta di ridicolo.
    La cosa interessante è che furono, inizialmente, diversi scrittori seri a proporre il nome di Palmer come direttore alla casa editrice nel periodo in cui cercava qualcuno in grado di dirigere AMAZING, Palmer si era fatto notare nel fandom e a tutti era sembrato la persona giusta.
    Ad oggi possiamo tranquillamente affermare che furono proprio personaggi come Shaver e Palmer- ma non solo loro- a creare quell’aurea negativa alla fantascienza, clima che stiamo ancora pagando.
    Esattamente come i successori di Palmer alla direzione di AMAZING quando cercarono di far ritornare la rivista su binari più seri.
    Ottimo articolo Davide!

    • E non dimentichiamoci che su Astounding, Campbell sosteneva cose come la Dianetica di Hubbard e un sacco di teorie pseudoscientifiche – con non poco imbarazzo dei suoi autori storici, fra l’altro.
      Molti degli autori intervistati nel classico “Who Killed Science Fiction” nel 1960, incolparono proprio la deriva pseudoscientifica di Campbell per la crisi che in quel momento attraversavano le riviste (se ricorco bene, uno dei più feroci a questo riguardo fu P.J. Farmer).
      Fu uno strano periodo, quello della transizione dalla fantascienza delle riviste alla fantascienza dei paperback.

  2. ma quindi quella dei lemuriani è tutta una montatura? cioè, non sto dicendo che credo alla terra cava, ma intendo, è assodato che sia stato un gioco preparato a tavolino da shaver e palmer, non ci sono “tradizioni” precedenti?

    • Lemuria nasce nella seconda metà dell’800, in ambito zoologico/paleontologico, come “ponte” per spiegare la diffusione di alcune specie (la tettonica a placche avrebbe reso superfluo il concetto un secolo più tardi).
      Della cosa, attorno al 1880, si impossessano i soliti Teosofi – la Blavatski ha delle visioni a riguardo bla bla bla.
      I teosofi hanno anche loro la loro teoria della terra cava, ma Shaver e Palmer sono i primi – io credo – a esplicitare la connessione Lemuria/Terra Cava.

    • I lemuri devono il loro nome a un termine latino che significa “fantasma”, date le loro abitudini notturne e gli occhioni che brillano al buio.
      È per spiegare la diffusione dei lemuri che un tale (non ricordo il nome) nel 1864, postulò l’esistenza di una massa continentale fra pacifico e oceano indiano, a fungere da ponte per un certo periodo, e poi inabissata.
      Come osserva De Camp nel suo classico sui continenti perduti, in realtà l’idea venne poi resa popolare dai teosofi, che rubarono a man bassa da un sacco di letteratura popolare.
      Però, così a memoria, direi che Lemuria è il più giovane dei continenti perduti – più giovane di Atlantide e Mu.

  3. A proposito di Terra cava, ma a parte i romanzi di Burroughs del ciclo Pellucidar, credo precedenti, negli anni ’30 mi sembra che i Nazisti dessero credito a queste teorie conducendo indagini con qualche loro archeologo alla Indiana Jones, come Otto Rahn (o forse sono leggende romanzate)…

    • L’ossessione dei nazisti per le pseudoscienze è reale e documentata.
      Molto probabilmente derivavano la loro teoria della terra cava da certe teorie teosofiche – dall’Agarthi in avanti – che bene o male erano entrate nel makeup genetico dell’ideologia nazista.
      Curiosamente, i Teosofi avevano tratto le loro idee sulal terra cava e sulla purezza della razza da un romanzo di fantascienza di Edward Bulwer-Lytton, The Coming Race.
      (Bulwer-Lytton, naturalmente, è quello che scrisse “Era una notte buia e tempestosa…”)

      • Bulwer-Lytton, con le sue teorie a proposito del Vril, riprese persino da Castelli in un Marin Mystére… tutto il bagaglio occulto del nazismo. Certo che in quanto a fantasia non ci scherzava neanche Gurdjieff con la sua teoria della Luna vista come magnete di anime. E’ affascinante che con simili figure il confine tra narrativa e interpretazione del mondo si confondono, un pò come in Pawels e Bergier.

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