[questo pezzo è comparso, in forma leggermente diversa, su strategie evolutive]
Si parlava di Terra Cava, qualche notte fa sul forum degli autori di Il Futuro è Tornato.
Un classico della pseudoscienza e del folklore, che ha ispirato lavori molto divertenti sia in ambito letterario – a cominciare da Edgar Rice Burroughs – e cinematografico.
Ma la faccenda della Terra Cava ha anche un altro aspetto, una strana storia che coinvolse, fra le altre cose, una delle leggendarie riviste dell’età dell’oro della fantascienza, e che ruota attorno ad uno strano personaggio – Richard Shaver.
Shaver, che era stato membro del Partito Comunista, faceva il saldatore per la Ford, in Michigan, negli anni ’30, quando la sua saldarice cominciò a proiettare delle voci nella sua testa.
O così raccontò poi lui.
Di fatto, le voci provenivano da una civiltà sepolta al centro della terra, e gli permettevano di ricordare la propria vita precedente, una vita di artista e dissidente a Lemuria.
I Lemuriani, di fatto alieni giunti sulla terra svariate migliaia di anni addietro, si erano costruiti il proprio piccolo racket spacciandosi come divinità (gli Antichi, the Elder Gods – in aperta infrazione al copyright di H.P. Lovecraft), ma una variazione nell’attività solare della nostra stella li aveva obbligati a rintanarsi sottoterra.
Una bella fortuna, per loro, che il nostro pianeta fosse – e sia tuttora, ovviamente – cavo.
Peccato che l’isolamento forzato, e lo sviluppo di una società dittatoriale e liberticida avessero fatto andare tutti gli Antichi fuori di testa.
Per cui ora ci odiano, capite…
Ma in effetti era tutto molto più complicato di così.
“Il mondo invisibile sotto i nostri piedi, maligno e orribile, è completo nella sua padronanza della terra. E la cosa più orribile di tutte, è un mondo di pazzi.”
- Richard S. Shaver
C’è una guerra in corso fra due fazioni – deros e teros – e ci sono caverne sotto alle nostre città dove i discendenti degeneri degli Antichi (sono robot, ma non stiamo a puntualizzare, sennò ci perdiamo) piazzano i loro raggi di controllo del pensiero, e quant’altro…
L’intero ambaradan venne fuori su Amazing Stories nel 1943, con la pubblicazione a puntate di The Shaver Mysteries, con la partecipazione dell’editor Ray Palmer.
E sarebbe passata per competente fantascienza di taglio avventuroso, se Shaver non avesse scritto alla rivista, sul numero successivo, facendo presente che era tutto vero – e raccontando la storia della saldatrice.
Fu un successo senza precedenti.
Ray Palmer, che in gioventù era stato fan prima di diventare editor – e che avrebbe in seguito sostenuto che la rivista era passata da 27.000 copie a 185.000 sotto la sua direzione – sfruttò il fenomeno per tutto ciò che riusciva a cavarci.
L’editore ricevette 50.000 lettere – molte delle quali da parte di lettori che sostenevano di aver vissuto esperienze simili, incontrato i deros, visitato le caverne…
Era davvero un pazzo scatenato, il nostro amico Shaver?
Beh, di sicuro pubblicò due libri – I Remember Lemuria e The Return of Sathanas – e un sacco di metafiction (la chiameremmo oggi) e campò di rendita, sproloquiando del Re del Mondo al Centro della Terra fino alla sua morte, alla fine degli anni ’70.
Aveva anche una rivistina, Shavertron.
“C’è una cosa sicura, Richard Shaver non è pazzo! Leggete cosa ha scritto … Sia questo il vostro criterio. Se poi lo rifiuterete, allora serate VOI i pazzi.”
Ray Palmer
Ma in realtà fu tutto un baraccone pubblicitario.
Shaver aveva pubblicato fantascienza anche prima delle sue visioni, ed era in buoni rapporti con l’editor di Amazing che acquistò le “trascrizioni” delle sue “visioni”, e pubblicò le sue lettere e quelle dei lettori.
Che forse, a pensarci bene, sono la parte più interessante dell’intera faccenda.
Da un punto di vista strettamente narrativo, Shaver (probabilmente con la supervisione di Palmer) ruba a man bassa da Lovecraft e Merritt, dai testi muviani di Churchward, da un sacco di fantascienza di medio e basso livello degli anni ’30 e ’40.
Non mancano le titillazioni sessuali più strane – visto che la popolazione della terra cava ama spassarsela, spesso con rivolti orribilmente sado-masochistici, ma non si fa mancare nessuna delle più moderne comodità – inclusi i bordelli senso-stimolatorii, ed i mercati di schiavi (e schiave).
Le storie di Shaver sono perciò un mix allucinato di teosofia, Flash Gordon, lovecraftianesimo spiccio, Bibbia pulp (meravigliosa definizione che useremo ancora in futuro), superscienza e forteana.
In seguito sarebbero venuti UFO, energia orgonica, Nazisti Antartici venuti dallo Spazio.
Shaver era un sincretista narrativo, e non si preoccupava di modificare le proprie teorie, negando affermazioni precedenti e riscrivendo ampi capitoli del proprio opus.
Le sue storie non sono necessariamente ben scritte, ma sopperiscono con la carica allucinatoria alla mancanza di eleganza (secondo alcune fonti, Shaver scriveva da cani, ed era di fatto Palmer a riscrivere i suoi lavori).
Ma il materiale dei lettori…
Erano corrispondenti ammaestrati, complici del meccanismo pubblicitario?
Oppure l’America, pressata dallo stress del secondo conflitto, trovò nelle farneticazioni di Shaver uno sfogo per le proprie psicosi e paranoie?
“Decine di migliaia di uomini e donne hanno testimoniato che il Mistero Shaver ha cambiato la loro vita, ha aperto orizzonti impensati, fornito loro preziosi strumenti per migliorare il cupo business della vita.”
Ray Palmer
Amazing smise di pubblicare Shaver nel 1947 – e con lui se ne andò anche Palmer, il suo amico editor, che passò alla rivista Fate, che aveva fondato e che sopravvisse in cartaceo fino al 2009, pubblicando misteri, stranezze stramberie diverse.
Fate Magazine continua la pubblicazione come rivista online.
Shaver emigrò su Other Worlds, che poi divenne Flying Saucers from Other Worlds, e per finire Flying Saucers.
Ultimi bagliori dell’era dei pulp.
Negli anni ’60, senza più la supervisione di Palmer, Shaver ristampò gran parte del proprio materiale, con abbondantissimi extra, sotto forma di The Hidden World, una rivista a bassissima circolazione (neanche 2000 copie per numero) che tuttavia prosperò per alcuni numeri grazie alla sempre viva partecipazione dei lettori (uno dei quali raccontò di essere stato catturato dai malvagi dero e obbligato a rivivere più e più volte il 1956).
I numeri di The Hidden World sono oggi piuttosto ricercati dai collezionisti, sebbene la qualità della prosa di Shaver andasse progressivamente deteriorandosi.
Oggi ha ancora parecchio successo con certi circoli di ufologi, Richard Shaver.
Con alcuni new ager.
Con gli orfani di X Files.
In Giappone, il mito dei deros è stato utilizzato come base per l’horror Marebito – che ha avuto un certo successo anche da noi.
E mi domando come siano finiti i lavori di Shaver sul mio scaffale…







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Palmer in effetti fu l’uomo che dopo le gestioni Gernsbrack equella paternalistica di T. Connor O’Sloane trasformò la rivista, facendola diventare dalla rivista di racconti al ritrovo di ufologi, cospirazionisti e quant’altro, Shaver fu solo uno dei tanti “ciarlatani” del periodo
le vendite in effetti aumentarono ma AMAZING al contempo ne fu coperta di ridicolo.
La cosa interessante è che furono, inizialmente, diversi scrittori seri a proporre il nome di Palmer come direttore alla casa editrice nel periodo in cui cercava qualcuno in grado di dirigere AMAZING, Palmer si era fatto notare nel fandom e a tutti era sembrato la persona giusta.
Ad oggi possiamo tranquillamente affermare che furono proprio personaggi come Shaver e Palmer- ma non solo loro- a creare quell’aurea negativa alla fantascienza, clima che stiamo ancora pagando.
Esattamente come i successori di Palmer alla direzione di AMAZING quando cercarono di far ritornare la rivista su binari più seri.
Ottimo articolo Davide!
E non dimentichiamoci che su Astounding, Campbell sosteneva cose come la Dianetica di Hubbard e un sacco di teorie pseudoscientifiche – con non poco imbarazzo dei suoi autori storici, fra l’altro.
Molti degli autori intervistati nel classico “Who Killed Science Fiction” nel 1960, incolparono proprio la deriva pseudoscientifica di Campbell per la crisi che in quel momento attraversavano le riviste (se ricorco bene, uno dei più feroci a questo riguardo fu P.J. Farmer).
Fu uno strano periodo, quello della transizione dalla fantascienza delle riviste alla fantascienza dei paperback.
ma quindi quella dei lemuriani è tutta una montatura? cioè, non sto dicendo che credo alla terra cava, ma intendo, è assodato che sia stato un gioco preparato a tavolino da shaver e palmer, non ci sono “tradizioni” precedenti?
Lemuria nasce nella seconda metà dell’800, in ambito zoologico/paleontologico, come “ponte” per spiegare la diffusione di alcune specie (la tettonica a placche avrebbe reso superfluo il concetto un secolo più tardi).
Della cosa, attorno al 1880, si impossessano i soliti Teosofi – la Blavatski ha delle visioni a riguardo bla bla bla.
I teosofi hanno anche loro la loro teoria della terra cava, ma Shaver e Palmer sono i primi – io credo – a esplicitare la connessione Lemuria/Terra Cava.
Pensavo che Lemuria avesse radici più profonde (!), come Atlantide. Più che profonde, antiche. E invece…
Ma come la mettiamo con i lemuri?
I lemuri devono il loro nome a un termine latino che significa “fantasma”, date le loro abitudini notturne e gli occhioni che brillano al buio.
È per spiegare la diffusione dei lemuri che un tale (non ricordo il nome) nel 1864, postulò l’esistenza di una massa continentale fra pacifico e oceano indiano, a fungere da ponte per un certo periodo, e poi inabissata.
Come osserva De Camp nel suo classico sui continenti perduti, in realtà l’idea venne poi resa popolare dai teosofi, che rubarono a man bassa da un sacco di letteratura popolare.
Però, così a memoria, direi che Lemuria è il più giovane dei continenti perduti – più giovane di Atlantide e Mu.
A proposito di Terra cava, ma a parte i romanzi di Burroughs del ciclo Pellucidar, credo precedenti, negli anni ’30 mi sembra che i Nazisti dessero credito a queste teorie conducendo indagini con qualche loro archeologo alla Indiana Jones, come Otto Rahn (o forse sono leggende romanzate)…
L’ossessione dei nazisti per le pseudoscienze è reale e documentata.
Molto probabilmente derivavano la loro teoria della terra cava da certe teorie teosofiche – dall’Agarthi in avanti – che bene o male erano entrate nel makeup genetico dell’ideologia nazista.
Curiosamente, i Teosofi avevano tratto le loro idee sulal terra cava e sulla purezza della razza da un romanzo di fantascienza di Edward Bulwer-Lytton, The Coming Race.
(Bulwer-Lytton, naturalmente, è quello che scrisse “Era una notte buia e tempestosa…”)
Bulwer-Lytton, con le sue teorie a proposito del Vril, riprese persino da Castelli in un Marin Mystére… tutto il bagaglio occulto del nazismo. Certo che in quanto a fantasia non ci scherzava neanche Gurdjieff con la sua teoria della Luna vista come magnete di anime. E’ affascinante che con simili figure il confine tra narrativa e interpretazione del mondo si confondono, un pò come in Pawels e Bergier.