9 commenti su “Isaac Asimov e Robert Silverberg – Notturno

  1. il racconto di Asimov l’ho letto tempo fa e ne ho un buon ricordo, anche se in effetti è appena l’abozzo dell’idea che una storia completa (infatti si conclude proprio con l’arrivo dell’eclissi, e non si sa cosa succederà dopo). di questo libro ho sentito malignamente insinuare che sia opera esclusiva di Silverberg, e che in copertina ci sia il nome di Asimov solo come tributo all’ispirazione… e incentivo alle vendite. ciò comunque non vuol dire che non possa essere un buon romanzo!

    • Su questo aneddoto non saprei dire… io l’impronta di Asimov l’ho colta, spero di non essermi sbagliato e di averci visto giusto.
      In ogni caso il romanzo è perfetto e la parte finale ha una potenza che difficilmente riuscirei a replicare in una recensione! :)

  2. Non avevo mai sentito parlare di questo libro e devo dire che sono veramente incuriosita! Ottima presentazione :)

    • Grazie!
      Se ti capita, leggilo: ne vale davvero la pena!

  3. Avevo sentito anche io in giro che il romanzo sarebbe quasi del tutto farina del sacco di Silbeberg mentre il “buon dottore” si sarebbe limitato a poche indicazioni,la cosa non inficierebbe secondo me, il valore assoluto dell’ opera.
    Del resto Silveberg e Asimov erano ottimi amici (credo che nell’ ambiente tutti volessero bene ad Asimov, e, a riprova di questo,ricordo che “il dottore” era uno dei pochi che riusciva a farsi ascoltare da quell’ iconoclasta teppistello di Harlan Ellison) quindi non sarebbe poi cosí un dramma se si fosse limitato solo ad “ispirare” il romanzo.

    • Esatto! In qualsiasi modo il romanzo è una perla pressoché perfetta; il sapere o meno del contributo di Asimov non la danneggia ne lo migliora (se anche fosse possibile). Rimane un grande romanzo, narrato con perizia e che mostra come una civiltà, per quanto progredita, possa crollare miseramente nel giro di una sola notte…

  4. Anche a me questo romanzo è ricapitato fra le mani in questi giorni, e lo sto leggendo proprio adesso.

    Naturalmente avevo già letto il racconto da cui è tratto, è uno di quelli che ti si stampano nella memoria (di Asimov mi fece lo stesso effetto L’Ultima Domanda), e per certi versi proprio la versione “corta” mi aveva catturato di più. Nel romanzo a volte capita che vengano ripetuti un pò spesso gli stessi concetti, solo perchè prima ne parlano alcuni personaggi e dopo altri, dopo un pò stanca, ma per il resto la maggiore lunghezza dà la possibilità di esplorare molti più aspetti rispetto al racconto (che gioca più sull’impatto emotivo).

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