[proponiamo una versione ampliata della presentazione di Eclipse Phase, comparsa originariamente su strategie evolutive]
Immaginate, se volete, che una persona… un gruppo di persone, molti dei quali conoscete, e stimate, prendano tutto ciò che più vi piace – ma proprio tutto – eliminino tutte le parti noiose e ripetitive, e ve ne facciano un condensato tale che, pur trattandosi esattamente delle cose che più vi piacciono, il risultato comunque è fresco, originale, e una fonte di sorpresa ad ogni nuova scoperta.
E immaginate, se volete, che questo universo meraviglioso e meravigliosamente “vostro” sia a vostra disposizione.
Per esplorarlo, per scriverci storie, per creare, per giocarci.
Per viverci una parte del vostro tempo.
Immaginate che questa cosa si chiami Eclipse Phase, e che sia disponibile in formato cartaceo ed elettronico per poche decine di euro.
Un’occhiata alla bibliografia?
Iain Banks, David Brin, Warren Ellis, Peter Hamilton, Ken Macleod, Richard Morgan, Alistair Reynolds, Kim Stanley Robinson, Bruce Sterling, Charlie Stross, Vernor Vinge, e Peter Watts.
E sì, anche Greg Egan.
E non parliamo della sezione di bibliografia dedicata alla saggistica…
Ma andiamo con ordine, che questo sarà un post lungo…
Cominciamo con l’oggetto fisico.
Eclipse Phase, edizione cartacea, è un rilegato rigido di 400 pagine in formato A4, stampato a colori su carta patinata.
Pesa più di un chilo e costa dai 25 ai 45 euro a seconda di dove lo acquistate.
Il testo è scritto fitto su due colonne, con box-out e tabelle per gestire l’informazione, ed è accuratamente indicizzato.
La grafica è semplicemente spettacolare (vedrò di includerne un paio di esempi nel corpo del post perché vi facciate un’idea).
Una certa attenzione è stata data alla gestibilità ed accessibilità delle informazioni – per cui ad esempio ciascun capitolo ha un sottoindice a bordo pagina per sveltire le ricerche, e tutte le tabelle essenziali sono duplicate in fondo al volume; ci sono anche (e questo mi ha lasciato veramente di sale) due segnalibri di seta, per permettere al master di segnarsi i punti topici.
Roba di classe – la mia edizione per il trentennale di Call of Cthulhu ha una copertina in finta pelle, ma il segnalibro in seta non ce l’ha.
Delle 400 pagine, circa 120 sono di pura ambientazione, e circa 200 sono di equipaggiamento, materiale per il master eccetera.
Insomma, oltre 300 pagine di universo – incluso un racconto, Lack, che inquadra molto bene le atmosfere del gioco.
Il resto sono le regole, alle quali arriveremo fra poco.
Ripeto, questo è un libro pesante – è talmente pesante, che mi ha fatto prendere seriamente in considerazione l’idea di acquistare un iPad.
Il che ci porta alla versione elettronica…
Eclipse Phase è un file .pdf da quaranta mega, che DriveThruRPG vi lascia a quindici dollari.
Il file pdf contiene tutto ciò che trovate fra le due copertine antiproiettile della versione cartacea, meno i segnalibri in seta.
Problema – lo vedo molto molto male su qualsiasi cosa che non sia un tablet o netbook con schermo da 10 pollici.
Ed a quel punto pesa come la versione cartacea (ma natualmente, ci potete mettere insieme tutti i supplementi e gli extra… di cui parlremo poi).
Oppure potreste andare sul sito dell’editore, e scaricarvi gratis le Quick Start Rules, o una versione completa ma ottimizzata per e-reader – in formato epub, ad esempio, o in formato mobi.
O ancora, andare sul sito di uno degli autori, Rob Boyle, e scaricarne gratuitamente una copia in PDF.
Perché Eclipse Phase è un gioco open source, e quindi, esistono delle modalità di distribuzione che garantiscono la possibilità di scarico legale di tutto il materiale.
E i creatori del gioco hanno deciso di mettere in pratica nel mondo reale alcune delle idee che stanno alla base dell’universo di gioco.
E questo ci porta a parlare dei contenuti.
Eclipse Phase è distribuito con licenza Creative Commons – quindi potete prenderlo, rifarlo come piace a voi (esistono versioni con diversi motori, versioni alleggerite, ecc.), a patto che poi non lo distribuiate a scopo di lucro.
C’è chi lo fa, lo ha fatto, lo sta facendo.
Ma di cosa stiamo parlando?
Il futuro è così brillante che devo mettere gli occhiali scuri.
E come sempre quando sono implicati degli esseri umani, se tutto ciò che poteva andar bene è andato bene, tutto ciò che poteva andar male…
Nel futuro di Eclipse Phase, l’umanità è virtualmente immortale, svincolata dai limiti fisici (potete cambiare corpo) e mentali (potete hackerare il vostro cervello, espanderlo, acquisire esperienze), dai vincoli economici (esiste una economia basata sulla reputazione anziché sul danaro), da quelli politici (le nazioni del passato sono state rottamate), quelli geografici (stiamo colonizzando il sistema solare)…
Il che naturalmente significa anche nuove spinte per l’integralismo e l’intolleranza, armi migliori per i terroristi (virus, sciami nannotcnologici), e la solita tendenza a voler fare quattrini (o quel che è…) alle spalle del prossimo.
La scienza uplifta polpi e primati?
E nei bassifondi li usano per farci gli scontri di gladiatori.
E mentre l’umanità… beh, la transumanità, in effetti, si accapiglia rotolando verso il futuro, un sistema informatico della difesa gestito da uno sciame di AI raggiunge la singolarità, e decide che gli esseri umani fanno decisamente troppo rumore.
TITANS, l’AI nemica dell’umanità, fa sembrare Skynet un videogioco per Amiga… la guerra impazza, muoiono a milioni, le colonie spaziali si sganciano, l’ambiente collassa…
Gli ultimi sopravvissuti abbandonano la Terra, TITANS scompare in una nube di funzioni di probabilità.
E qui comincia la nostra storia.
I giocatori interpretano cittadini di questa società futura – i resti di una umanità abbarbicata alle colonie spaziali, che cerca di riprendersi dopo il conflitto più devastante e subdolo della sua storia.
Il manuale base fornisce dettagli su governi coloniali, organizzazioni su tutto lo spettro politico e ideologico.
Su guerra, ricerca, esplorazione, vita privata e tempo libero.
Su tutte le opzioni possibili.
Questo è l’universo in cui è possibile interpretare un delfino upliftato che lavora come minatore sugli asteroidi, un profugo scappato dalla Terra caricando la propria coscienza su una pila di DVD, ed ora obbligato a pagare col proprio lavoro il corpo meccanico in cui è stato scaricato, un colono anarchico che si arrabatta nell’outback marziano, un ricercatore che vive in una utopia intellettuale su una luna di Saturno, un filosofo che vive nuotando all’interno della corona solare, in un grande corpo adattato a quell’ambiente estremo, e simile ad una balenottera…
Come il mio vecchio, beneamato Trinity, Eclipse Phase permette di giocare paticamente qualsiasi sottogenere della fantascienza hard
- esplorazione (è stata scoperta una rete di cancelli in stile Stargate)
- avventura spaziale (alla maniera di Firefly)
- colonizzazione (questo è il gioco per giocare Desolation Road)
- cospirazione (come in Dark Skies… o in Delta Green!)
- contatto alieno (piuttosto alla maniera di Babylon 5)
- orrore (in perfetto stile Alien)
- bug-hunting (alla Aliens)
- post-apocalisse (ciò che resta della Terra darebbe gli incubi a Mad Max)
- Techno-thriller e neo-noir (Blade Runner è stato qui)
- cyberpunk (in perfetto stile Ghost in the Shell)
A differenza di Trinity, Eclipse Phase (al quale hanno lavorato molti reduci del gioco SF della White Wolf che fecero grande Trinity), non ha alle spalle una major, ma un editore indie.
Il che permette agli autori di allargarsi in direzioni che in un gioco mainstream non sarebbero possibili.
Sesso droga e rock’n'roll (c’è una colonna sonora consigliata), ma anche e soprattutto politica, economia, società.
Per cui… nave mercantile con capitana transessuale, ufficiale di macchina virtuale, due polpi come meccanici ed una bertuccia alle comunicazioni?
Fatto.
L’approccio è quanto di più hard possibile – senza tuttavia assumere atteggiamenti ossessivi.
Il sistema è di una semplicità vergognosa (è basato su un D100), e molto molto veloce.
Questo non è chiaramente un gioco per rules-lawyers.
La creazione del personaggio non è eccessivamente complicata, ma vista la complessità e la profondità dell’ambientazione, è bene dedicarci un po’ di tempo.
L’universo di gioco rende necessaria una scheda che tiene ben separate le caratteristiche mentali (hackerabili, ma più o meno costanti) e caratteristiche fisiche (upgradabili… o al limite si cambia corpo).
Insomma – assolutamente colossale, consigliatissimo agli appassionati di fantascienza hard, cyberpunk e transumanesimo, con una spruzzata di horror non sovrannaturale.
E molto altro.
Esistono anche, naturalmente, dei supplementi – uno per il sistema solare interno (Sunward), uno per la rete di stargate (Gatecrashing), uno per il i sistemi di sorveglianza e telecomunicazione (Panopticon), uno per il sistema solare esterno (Rimward).
Il gioco è superbamente supportato in rete dall’editore e dalla comunità dei fan.
Aggiungiamo, se gli esempi su questa pagina non fossero sufficienti, che la grafica di questi volumi di grande formato, stampati su carta di alta qualità, è assolutamente superlativa – splendida, originale, e fantastica nel cogliere lo spirito e l’estetica dell’universo di gioco.
Gran parte degli artisti sono stati reperiti online, attraverso la comunità di DeviantArt.
I risultati sono splendidi.
Se esiste la perfezione nel gioco di ruolo, questo massiccio volume vi si avvicina maledettamente.
E per la fantascienza hard, non ci sono al momento in stampa soluzioni alternative.
Chiudo qui – che l’entusiasmo mi ha già portato a lungaggini alle quali non sono abituato.












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Un gdr veramente eccellente, per i non anglofoni circola in rete una traduzione delle quickstart rules e del racconto introduttivo.
Wow, me lo devo procurare questo! Bellissima recensione, complimenti!
Reblogged this on My scrapbook and commented:
Un gdr di grandissimo respiro. Devo procurarmene una copia…
Per chi come me adora la hard SF questo sistema è una risposta “totale”. Ho smesso di giocare da molti anni e faticherei a riprendere ma un universo narrativo come questo mette voglia. Anche solo per dire “guarda, si può fare anche questo!”
Come dicevo, per i fautori dell’ebook si possono scaricare i manuali dal sito di Boyle- ma anche facendo una ricerca via torrent.
Lo scarico gratuito è legale.
D’altra parte, una volta vista la grafica, la voglia di procurarselo in cartaceo per poterselo sfogliare viene, eccome.
Ma è anche l’universo che viene presentato, che è interessantissimo.