7 commenti su “Philip K. Dick – Un oscuro scrutare

  1. Un romanzo per me durissimo, difficile da leggere in originale. Mi complimento sempre con chi traduce Dick e in questo caso lo faccio ancora di più. L’intera produzione dell’autore ha tratti inquetanti ma in questo caso il disagio è davvero a portata di mano.

  2. Personalmente non ho avuto occasione di vederlo in originale, ma ho avuto sottomano un paio di edizioni e un paio di buone traduzioni. Ma ho dovuto leggere – o ho scelto di rileggere – il libro più volte per cercare di afferrarne il significato profondo. E non sono affatto sicuro di esserci riuscito.

  3. Dovrei rileggerlo.
    All’epoca, quandolo lessi nell’edizione di Nord Anticipazione, mi piacque poco.
    Forse perché lo trovai estremamente angosciante.
    Di Dick preferisco altri lavori, l’ho già detto.
    Considero questo, e Flow My Tears (Episodio Temporale, ai tempi, oggi Scorrete Lacrime) come il margine pericoloso fra il Dick lucido e geniale nell’osservare la realtà, ed il Dick delirante e inadeguato descrittore dell’indescrivibile.

  4. @Antonio Monteleone: ho persino un po’ di invidia per te. Conoscere un nuovo libro di Dick è a suo modo un avvenimento.
    @Davide: alla prima lettura non piacque molto nemmeno a me. Ma dopo un po’ lo rilessi. E poi di nuovo, di nuovo… È comunque vero che non sempre Dick riesce a rimanere sul limite, ma leggerlo comunque merita. Parere personalissimo, ovviamente.
    @Bertanivalentina: grazie!

  5. Pingback: Philip K. Dick, A Scanner Darkly (Stati Uniti) | Sonnenbarke

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