11 commenti su “Stephen Baxter – Infinito

  1. Di Baxter ho letto “Ring”, che narra gli avvenimenti… ehm… successivi. Mi hanno colpito la visione profonda dell’universo, rispetto a cui il tempo e lo spazio umani sono infinitesimi, e la sua capacità di inserire le più moderne teorie (astro)fisiche nella struttura della trama. I personaggi, invece, non sempre sono significativi. In “Ring”, perlomeno, al di là dell’evoluzione sociale di una comunità isolata, la vicenda umana più significativa è quella di una sonda spaziale. In questo libro un finale c’è, se vogliamo. Aperto, ma c’è. Non mi ricordo chi diceva che gli scrittori di fantascienza inglesi scrivevano libri che non finivano. Un po’ di verità c’è. ^^
    Prima della fine dei tempi voglio leggere tutta la sequenza Xeelee, di cui posseggo l’omnibus ma non il coraggio di prendere in mano quel tomo!

  2. Io ho letto i tre volumi separatamente e non posso annoverarli tra le mie letture fondamentali, Apprezzo Baxter ma non posso dire di amarlo particolarmente. Con tutto ciò ti consiglio di leggere la Sequenza, quando hai un momento, si legge bene e provoca non poche riflessioni. Più scientifiche che altro, è vero, ma meritevoli.

  3. Di Baxter ho letto solo il seguito de La macchina del tempo: non ho mai letto con così tanta fatica un testo pieno di così tanti elementi potenzialmente interessanti.
    Sarà stato il tentativo di aderire allo stile vecchio di cent’anni di Wells, sarà stata colpa del traduttore, poco cambia all’atto pratico. Quel libro era letteralmente scritto da cani: lessico e sintassi improponibili, spiegoni futili e ridondanti senza freno (ben vengano quando si parla di cosmologia e fisica teorica, ma Baxter li usa in continuazione e per qualunque cosa), dialoghi che chiamare affettati è un complimento, e compagnia cantante.
    Non avrei mai creduto che un libro che parla di viaggi nel tempo, sfere di Dyson, alieni incredibili e multiversi potesse risultarmi odioso. Così è stato.
    Sul finale (ultime 60-80 pagine) migliora sensibilmente, ma è ormai fuori tempo massimo.
    Non so se darò un’altra chance a Baxter.

    • A prescindere dai gusti personali, che sono ovviamente indiscutibili, suggerirei di dare una seconda chance a Baxter. Non perché sia il mio autore di riferimento o simili ma proprio perché, come tu stesso dici, è uno dei pochi a fare hard SF con cognizione di causa.
      Il ciclo degli Xelee in particolare credo si presti per un secondo tentativo. :-)

      • Mi fido del tuo giudizio, Angelo, ma farò in modo di procurarmi Timelike Infinity e/o Ring senza doverli comprare. Se devo spendere dei soldi in libri di Hard SF preferisco andare sul sicuro con Diaspora o Quarantine di Greg Egan.

  4. @Il futuro è tornato: le biblioteche sono forse un metodo illecito per procurarsi dei testi?
    Stavo genuinamente riferendomi a quelle, anche perché non sopporto leggere lunghi libri al computer.

I commenti sono chiusi.