6 commenti su “Palinsesto – week #112

  1. Mi concedo un attimo di romantica reminiscenza – all’ultimo anno del liceo, nel 1986, poco prima del referendum sul nucleare, due ridanciani PR dell’ENI – col senno di poi, due neolaureati a stipendio minimo ai quali era stato appioppato un lavoro infame – vennero a tenere una breve conferenza nel mio liceo, per convincere noi neo-diciottenni che il nucleare era bello e buono e comunque non c’erano altre alternative per avere energia, e quindi, chiaro, no?
    Non esistevano, ci dissero, altre opzioni per coprire le necessità energetiche del nostro pianeta.
    Il solare (risata paternalistica) non era abbastanza efficiente.
    E io, da bravo appassionato di fantascienza, domandai se non sarebbe stato più sicuro e più efficiente semplicemente piazzare i pannelli in orbita, e trasmettere l’energia a terra sotto forma di microonde.
    Mi risero in faccia.
    Mi dissero che era impossibile.
    È bello vedere che la realtà ha finalmente raggiunto le mie aspettative di trent’anni or sono.
    In Giappone.

  2. Successe anche a me Davide, in questo caso fu un presunto professore e l’occasione fu ancora più squallida. Si trattava di un seminario di un Agenzia per il Lavoro a Napoli. Il tema della dissertazione sarebbe dovuto essere proprio quello dell’accompagnamento alla ricerca del Lavoro, ma eravamo al’epoca di uno dei vari referendum pro o contro il Nucleare e si vede che il presunto esperto aveva il dente avvelenato contro gli ambientalisti. Bene…passò tutta l’ora in cui avrebbe dovuto parlare di giovani e di occasioni d’Impiego a dissertare a favore del Nucleare e a scagliarsi contro gli ambientalisti brutti, sporchi e cattivi. La frase preferita, quella che ricordo ancora oggi fu:
    ” Del Nucleare avremo sempre più bisogno in futuro, perchè non ci sono alternative”
    Certo al’epoca non ebbi la prontezza di risposta che avesti tu però sono contento di vedere come l’esperto sia stato smentito.
    Alla larga dagli “esperti”. Specie se sono chiaramente di parte. Specie se sono italiani.

    • Calma, non generalizziamo Nick, per cortesia, perchè altrimenti si scende nel qualunquismo e non serve a nessuno. Ci sono tanti italiani che sono enormemente esperti nei propri settori e sono un orgoglio nazionale (due di esse ci hanno lasciato giusto negli ultimi due anni). Spesso la loro importanza non viene nemmeno riconosciuta e si assistono a episodi che mi fanno rizzare i capelli, ma queste persone ci sono. A volte devono andare via dal nostro paese, per questo.
      Semmai mi preoccupa di più la coscienza generale di chi si preoccupa solo di quello che ha davanti agli occhi invece di pensare a costruire la strada per il futuro.

      • Calma, calma…lo dico io. Perché dimmi di tutto, potrei avere i peggiori difetti del mondo ma proprio qualunquista penso di non esserlo. ;)
        Riguardo alla difesa del’italianità penso di aver dimostrato più volte di averlo fatto: sia in letteratura che in altri campi.
        E gli articoli scritti sul mio blog credo che stiano a dimostrarlo. O no?
        Spiego comunque meglio il mio pensiero, a scanso di equivoci.
        Quello che dà fastidio a me è che nel nostro paese ci siano tanti cosiddetti “esperti” , nominati da chi e perchèénon si sa, che non conoscono niente della materia di cui dovrebbero brillare,che parlano a sproposito levando spazi ai veri esperti, quelli che hai citato tu, che spesso se ne devono andare dal nostro paese per cerarsi un futuro.
        Penso a quel ragazzo veneto laureato in medicina che in Italia trovava solo lavori precari e che adesso è diventato il più giovane primario ospedaliero del Regno Unito, penso ai tanti ricercatori costretti ad andare in Francia o in Germania e così via.
        Nel mio post mi scagliavo contro coloro che invece occupano abusivamente titoli e meriti,contro le distorsioni del sistema “italico” ed ho fatto un esempio pratico di un esperienza vissuta.
        Del resto sono sicuro che esperti del genere (professori ignoranti, raccomandati incapaci oppure persone del tutto inadatte a guardare oltre il proprio orticello ne hai conosciuti anche tu esattamente come li abbiamo conosciuti io e Davide)
        Magari, quante altre persone sarebbero state più meritevoli di stare al posto di quel “presunto esperto” di cui ho parlato io?
        Tutto qui e con questo mi auguro che il mio pensiero risulti più chiaro.

  3. Calma ancora, allora! Eheh! Non mi permetterei mai di darti del qualunquista, sai bene quanta stima abbia di te. Con “qualunquista” intendevo dire che sono stufo di quei discorsi del tipo “gli italiani fanno TUTTI schifo, gli italiani NON SI MERITANO NULLA, ecc…” che sento fare troppo spesso, e a torto direi.
    Sai bene che seguendo il tuo blog conosco la tua difesa dell’italianità, ma ammetterai che l’ultima frase del tuo intervento poteva venire travisata (non da me che oramai ti conosco, ma da altri poteva esserlo).
    Concordo sul fatto che gente che venga messa alla guida di istituzioni importanti spesso non ne sappia nulla al riguardo, avendo unicamente interesse a mettere le grinfie su qualcosa di redditizio, magari facendo danni e percependo ugualmente stipendi d’oro.
    Persone come quelle descrivi tu, certo, ne ho conosciute, ma le trovi nella ricerca come in qualunque settore, basti pensare a chi in sede di colloquio di lavoro ti tratta male solo perchè ha il potere di decidere se otterrai il posto o meno.
    Comunque grazie di aver chiarito meglio il tuo pensiero.

    • Ma figurati, non me l’ero certo presa anche perché amo i confronti schietti ed onesti. ;)
      Riguardo al’ultima frase, è vero potrebbe essere fraintesa, però quando l’ho scritta consideravo nel fatto che ormai un po di gente mi conosce, sa come la penso e sa a chi mi riferisco quando scrivo certe cose. L’ultima frase era inteso proprio -e lo ripeto- contro il sistema italico di dare la patina e la patente di esperto a veri e propri cialtroni, questo capita in ambiente politico, giornalistico, nelle Università, nella ricerca, sui luoghi di lavoro. E questo quasi sempre a scapito di coloro – e ce ne sono tanti, anzi che sarebbero la maggioranza- che realmente meriterebbero.
      Non penso che gli italiani facciano schifo, e nemmeno che non si meritino nulla, tutt’altro. Solo che penso- per tutta una serie di scelte sbagliate- che in Italia non viga sempre la meritocrazia e che, spesso, un sacco di cialtroni rovinino l’immagine italiana in tutti i campi.
      Comunque, si, la frase finale poteva venir fraintesa da parte di chi non mi conosce bene e sono felice di aver chiarito la cosa.

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