(Recensione apparsa sul blog Nella mente di Redrum)

Logo di Heroes
È possibile trattare di superpoteri mantenendo allo stesso tempo i toni fumettistici del genere supereroistico e quelli drammatici dell’essere umano? Sembra quasi che l’ideatore di “Heroes“, Tim Kring, si sia posto questo interrogativo, quando ha creato questo telefilm. Il tema dei superpoteri infatti viene trattato con grande realismo, dal punto di vista delle reazioni umane, dato che un impianto narrativo in cui si parla di telecinesi, telepatia, volo e altre capacità straordinarie non è certamente quanto di più verosimile si possa pensare.
I personaggi non sono supereroi però, ma solo gente comune, esseri umani come tutti noi, e seguono le tipiche inclinazioni dell’animo umano. Questo soprattutto nella prima stagione, in cui ancora devono scoprire bene i loro poteri e devono fare i conti con ciò che i poteri comportano nelle loro vite quotidiane. L’attenzione sull’aspetto umano nelle vicende è uno degli elementi che caratterizzano “Heroes” e lo rendono unico, e lo si riscontra tanto nei personaggi principali che nei secondari, sia in quelli dotati di poteri che quelli normali. In effetti per me il personaggio di Noah Bennet è uno dei migliori della serie. Continua a leggere