David Gunn
Death’s Head (2007)
Death’s Head: Maximum Offense (2009)
Death’s Head: Day of the Damned (2010)
Come sappiamo il genere narrativo fantascienza è suddiviso in un certo numero di filoni, ognuno dei quali contiene un alto numero di piccole nicchie. E’ il caso della fantascienza militare, il filone in cui si vanno a collocare questi tre romanzi (e l’intero ciclo, come vedremo) e quello dei romanzi scritti in prima persona, la nicchia di riferimento (sempre riferito all’intero ciclo). Questo stabilisce delle coordinate ben precise di partenza, un set di regole in cui il lettore sa che andrà a trovarsi. Al tempo stesso le regole aiutano anche lo scrittore dal momento che gli forniscono dei riferimenti a cui appoggiarsi, la differenza la fa la capacità di non scadere nel già visto, nel trovare il modo di coinvolgere a fondo il pubblico.
Il set di cui stavamo parlando ha avuto grande fortuna in questi anni, in particolare nel settore video ludico. Titoli di successo come Halo e Mass Effect, con tutti i loro seguiti e derivati tracciano un solco notevole e creano una nicchia di mercato particolarmente interessante. Se poi si va ad aggiungere tutto il substrato culturale derivante dalle forze armate del ventesimo secolo (Legione Straniera, Wehrmacht e SS) e si porta il tutto in una scala di riferimento galattica il risultato è assicurato. Basta tenere ai margini l’analisi politica e spingere forte sull’acceleratore dell’azione, accompagnando per mano il lettore sui campi di battaglia o nelle azioni dietro le linee.






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