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Il film John Carter, prodotto dalla Disney ed uscito nelle sale nel 2012, è stato uno dei flop più colossali (e costosi) della storia del cinema.
Un fatto curioso, se ci pensate.
Una buona storia, spettacolare e romantica.
Un film prodotto da una major.
Basato su una serie di romanzi che da un secolo vengono letti e ristampati con successo.
Basato sull’opera di un autore che, quando portato al cinema, non ha mai perduto un centesimo.
Un franchise già bell’e pronto, che attendeva solo di essere sfruttato.
Eppure, è stato un disastro.
Un disastro a tal punto inspiegabile che fin da subito – fin da prima che la pellicola arrivasse in sala – non sono mancate le ipotesi secondo le quali la Disney stessa avrebbe boicottato il film, dopo averci investito un quarto di miliardo.
Ma anche così, anche accettando la (improbabile) ipotesi di complotto – perché?

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Alla domanda centrale – perché? – tenta di rispondere Michael D. Sellers col suo documentatissimo, divertente ed illuminante John Carter and the Gods of Hollywood, uscito in ebook e disponibile per pochi euro attraverso il circuito Amazon. Continua a leggere

Nel sottobosco delle autoproduzioni è difficile muoversi. Specie se si ha a che fare, come spesso accade, con raccolte di racconti piuttosto che romanzi.

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Nell’Aria Nel Vento e Nella Pioggia” è, appunto, una raccolta di dodici racconti, prevalentemente fantascientifici, scritta dall’autore J. Shoulderblade. La raccolta contiene storie che vanno dal surreale al fantastico, dalla ricerca della sorpresa alla tensione e all’azione. La qualità è altalenante per tutta la lunghezza dell’opera, al punto che ci sono momenti in cui è interessante leggere le storie narrate e altri in cui la scrittura risulta piuttosto anonima. Inoltre non aiutano i numerosi refusi, molti eliminabili con un occhio un po’ più attento, e il sistematico, e non sempre giustificato, uso della maiuscola, elemento presente fin dal titolo della raccolta.

Altro elemento che rende meno appassionante la lettura di questi racconti è proprio la ricerca della sorpresa a tutti i costi, sul finire delle storie. C’è un evidente obiettivo, da parte dell’autore, di arrivare a una conclusione a effetto, che si imprima positivamente agli occhi del lettore. Ma, come già detto, la realizzazione di questo obiettivo si scontra con la ripetitività dei temi affrontati nello sconfinato panorama fantascientifico internazionale, sia cinematografico sia narrativo. Risulta difficile, insomma, per un lettore che abbia anche solo un minimo di conoscenza della narrativa fantastica, e fantascientifica in particolare, ritrovarsi spiazzato dalle conclusioni di queste dodici storie, anche perché gli indizi disseminati dall’autore sono talmente evidenti che la ricostruzione del finale avviene, nella mente del lettore, ben prima che la narrazione sia giunta al termine. Continua a leggere

Il lavoro fatto dalla casa editrice Mezzotints per l’ebook “WAR” a firma di Dario Tonani, ne abbiamo parlato qui, è stato davvero massiccio in termini di promozione e a quanto ne sappiamo, decisamente interessante come risultati. Logico quindi proseguire su queste basi e fare un passo avanti; l’universo descritto da Tonani in WAR diventa quindi un soggetto destinato ad ampliarsi, a trovare nuove storie da raccontare sulle gesta dei Militech e su come quel mondo sia diventato il luogo pericolosissimo che abbiamo scoperto con il primo volume.

Possiamo quindi annunciare la prossima uscita di un secondo volume, che avrà il titolo ZombieDrone e di cui possiamo dare ampie anticipazioni.

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L’immagine promozionale di per sé promette bene, ma possiamo fare di meglio per darvi un’idea di quello che c’è in arrivo. Di seguito la sinossi, a firma di Dario Tonani:

Oblast di Smolensk (Russia), autunno 1943: i paracadutisti tedeschi sferrano un’offensiva nelle campagne intorno a Demidov. L’operazione coinvolge solo il fior fiore della 7° Divisione Aerotrasportata ed è classificata al massimo livello di segretezza, tanto che è il Fuhrer in persona a ordinarla, contro il parere avverso di tutti i suoi generali. Le condizioni meteorologiche sono pessime, minaccia neve, il freddo ghiaccia il respiro. Un lancio, in condizioni simili, è mera follia. Tant’è… Il Maggiore Rudolf Ziegler è a bordo di uno dei caccia che scortano il convoglio dei Junkers da trasporto. Ma, ormai quasi sull’obiettivo, viene centrato e abbattuto dalla contraerea. Il Capitano Gootwald Keller, intirizzito dal freddo, riesce ad atterrare col suo paracadute nelle retrovie. Ha una missione “ombra” da compiere: scovare uno dei numerosi Militech infiltrati che operano all’interno della Divisione e portare a Hitler le prove della sua esistenza. Rudolf Ziegler dovrebbe essere morto, ma dai rottami del suo Messerschmitt in fiamme si alza un essere che non ha più quasi nulla di umano. Quel commilitone con il giubbotto della Luftwaffe bruciacchiato è la creatura che Gootwald sta cercando…

L’atmosfera è di quelle toste, una rivisitazione delle pagine cupe della seconda guerra mondiale sul fronte russo. Il contenuto non è certo da meno. Come facciamo a saperlo? Semplice, abbiamo ricevuto in esclusiva un brano di ZombieDrone e ve ne facciamo omaggio, per farvi ritornare fin da ora nel mondo di WAR.

«Non lo tengo, cazzo, non lo tengo!».
Calore rovente, aria irrespirabile, fumo.
Rudolf tossì espettorando sulla consolle un bolo verdastro di catarro marcio. Strappò gli occhialoni dalla fronte e si passò una mano sul viso madido di sudore.
Strinse le palpebre. La cabina era un frullatore, sentiva la carlinga vibrargli nelle ossa, pulsargli nelle ferite, strappargli le suture.
L’aereo imbardò e scivolò su un’ala perdendo improvvisamente quota.
Era stato centrato dalla contraerea. Il Daimler-Benz da 1.085 kW che equipaggiava il Messerschmitt BF 109 era in fiamme, il motore tossiva e l’elica perdeva colpi ruotando in modo irregolare, per grazia di Dio.
Non aveva scampo, nessuno lo avrebbe riportato a terra sano e salvo. Non questa volta. 
 «Cristosantissimo!» abbaiò di nuovo alla radio.
Il palmo cominciò a sfrigolare attorno alla cloche rovente, ma il Major Rudolf Ziegler vi si aggrappò anche con l’altra mano. Coi piedi puntati sul pavimento tirò con tutte le sue forze, nel tentativo di sollevare il muso del velivolo.
La cabina era invasa da un fumo denso e nero, i vetri del cupolino spalmati di fuliggine. Rudolf torse il collo da una parte all’’altra, rovesciò la testa all’indietro, guardò su, affamato d’aria e di luce. Niente, il cielo non si vedeva da nessuna parte. Era completamente cieco. E gli mancava il respiro.
Tossì di nuovo.
 Odore di carne abbrustolita e di guarnizioni che andavano a fuoco. Filtrando da una crepa nel cupolino, uno spiffero gelato dissipò parte del fumo nella cabina. Per il calore, però, non c’era superficie metallica che si potesse anche solo sfiorare con un dito.
In mezzo alla coltre buia si sfilacciò un barlume di cielo azzurro; intravide altri caccia e più su le ombre sinistre degli Junkers JU52 che trasportavano la 3. Fallschirmjäger-Division, la Fanteria dell’’Aria della Luftwaffe.
Piccole sagome appese al loro paracadute bianco lacrimavano dal cielo grigio, a centinaia. Dall’’alto, Rudolf le vedeva scendere alla stregua di fiocchi di neve giganti. Qualcuno – pochi a dire il vero – era carne morta come lui, infiltrati, il cui cuore non pulsava più da tempo.
Poi di nuovo buio. E Fiamme… Avvolgevano ormai l’intero muso dell’aereo, soffiando contro il parabrezza come alito d’inferno. Sarebbe bastato un niente per mandare il vetro in frantumi e liquefare in un battito di ciglia il viso del pilota.
I vetri dei quadranti esplosero irrorandolo di schegge.
Rumore assordante. Snudato dalle lamiere che proteggevano il motore, il suono dei cilindri si fece sporco, s’incarognì salendo un’’ultima volta di giri, agonizzò.
Poi…
…in un attimo…
S I L E N Z I O.
Ogni nota si era spenta, eccetto quella del vento che faceva sussultare la carlinga. E dell’’elica che falciava il vuoto. Stava planando senza più motore. E anche il fuoco aveva perso intensità.
Ovattato nulla.
Il muso dell’aereo s’abbassò. Colpì qualcosa. Lo sparò in tutte le direzioni: pedone del cielo, Fallschirmjäger, commilitone… Uomo sbagliato nel momento sbagliato.
L’aereo s’inclinò di 45 gradi. L’elica puntò di più verso il basso, incappucciata dai brandelli di un paracadute.
Stava scendendo in picchiata.
Un oggetto gli rotolò tra i piedi. Staccò dalla cloche il moncherino della destra, doveva essere la sua mano alla griglia, spiccatasi, a causa del calore, dal resto del braccio. Gliel’’avevano riattaccata solo una settimana prima, con un innesto casareccio di carne riportata e fili di acciaio.
«L’abRRRbiamo aggRRRanciata, RRRMaggiore» bofonchiò la radio in mezzo al fruscio elettrostatico. «Si tenga pr PRRRR… RRRRPRrrr…».
Non potevano tenerlo su l’aereo; lui era “controllabile” in remoto, le macchine sulle quali si trovava no.

Come dite? Quando arriva? Rimanete sintonizzati, ne riparleremo presto!

Screenshot from 2013-02-10 13:51:49Molto spesso, le buone idee sono davvero semplici.
The Years’s Top Short SF Novels, curato da Allan Kaster, ed uscito nel 2011 da InfiniVox/AudioText, non ci sorprende con effetti speciali o trovate improbabili.
Si limita ad allineare, come dice la copertina, sette romanzi brevi, usciti nel 2010 su Asimov’s e in due antologie a bassa circolazione.
Il meglio, secondo i criteri dell’editor.
Aggiungiamo una bella immagine di copertina (dell’italianissimo Maurizio Manzieri), e distribuiamo le circa 500 pagine come ebook ad un prezzo irrisorio (circa 5 euro), o come audiobook in 14 CD.
Bello liscio.

Tutto il resto, è dato dal contenuto, dai sette romanzi brevi – opere che in in una ottantina di pagine sequestrano l’attenzione del lettore, creano un mondo, lo esplorano, sollevano domande, forse riescono anche a commuovere. Continua a leggere

Di questi tempi già avere una casa editrice è un’impresa ad alto rischio e dare spazio alla narrativa di genere alza ulteriormente il livello della competizione. Eppure non solo si può ma c’è chi lo fa, senza aver paura di coniugare quantità e qualità. La Mezzotints apre una nuova collana, denominata Raggi, schierando per l’esordio un autore di sicuro richiamo: Dario Tonani.

Per lo scrittore milanese, da noi intervistato nel luglio scorso (guardate qui), si tratta di ampliare ulteriormente la sua offerta di mercato che già lo vede a catalogo per altri editori ma il focus di questo nuovo ebook è la possibilità di riproporre ai propri lettori due racconti molto validi dopo averli completamente rivisti. WAR, il titolo dell’ebook, è in realtà un acronimo dato dalle parole Weapons, Androids e Robots; questi tre lemmi danno la nota di base dei due racconti che condividono un’ambientazione di sicuro richiamo per tanti appassionati.

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La parola risultante dell’acronimo, WAR, è il vettore primario. Una guerra di cui si è ormai perso lo scopo ma che ha generato creature il cui solo scopo è perpetuare la propria esistenza, per quanto brutale essa possa essere diventata. Le frontiere della biologia, della meccanica, dell’intelligenza artificiale sono state violate, al punto che neppure la morte pare essere in grado di mettere la parola “fine” alle vicende. Facile intuire quanto possa diventare violento questo possibile futuro e di come ogni errore abbia un prezzo molto alto.

I racconti sono “Necroware” e “Poliarmoidi“; il primo prende le mosse dall’azione di due ispettori NATO, Monaldi e Leclerc, nei territori del Kosovo meridionale durante una missione di peacekeeping. Imbattersi nei resti di un Militech, una creatura ottenuta assemblando parti di cadaveri, è già di per sè inquietante ma sulle tracce di quel mostro c’è anche una squadra di Militech sopravvissuta alla guerra, decisi a tutto per recuperare parti di ricambio per loro vitali. Il secondo segue le azioni di due razziatori in una sinistra zona sotto sequestro, due disperati disposti ad affrontare l’ignoto per recuperare materiale vendibile. Ad attenderli troveranno le micromacchine che hanno fatto della zona il loro habitat.

Come detto in precedenza i due racconti hanno già conosciuto un’edizione cartacea; “Necroware” nel 2003 in uno speciale Urania Mondadori (“In fondo al nero”, curato da Gianfranco Nerozzi) e più di recente “Poliarmoidi” nel 2011 con un altro titolo (“Semenza”) all’interno di un progetto antologico per Delos Books (“Infected Files”).  Al già citato Gianfranco Nerozzi è stata affidata la prefazione del volume, il cui titolo “Il Terminator della malinconia“, spiega già molto bene quale sia il biglietto da visita dell’autore. A completare il tutto, il lavoro di un artista che ha già fatto parlare molto di sè. Daniele Serra, recente vincitore del British Fantasy Award,  ha creato l’immagine di  copertina di WAR dando da subito il senso del concetto di qualità per come viene inteso dall’editore.

Da “Poliarmoidi”, in accordo con la casa editrice, vi proponiamo  in esclusiva un estratto in formato PDF.

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Per questo ebook è stato creato anche un booktrailer, a cui potete accedere con il link sotto riportato.

Mezzotints – WAR – booktrailer

La ricerca di eBook italiani di fantascienza mi ha portato, qualche tempo fa, sulla pagina di Mekong sul portale Ultima Books. Trattasi di una raccolta di racconti dell’autore Alberto Cola, già premio Urania nel 2009 con il romanzo Lazarus. La sinossi, così come è riportata sul portale Ultima Books, è:

Un mondo dai forti contrasti quello descritto da Alberto Cola nella sua fantascienza. Sensuali ambientazioni orientali dove la natura lussureggiante si alterna alla città fredda e decadente; intelligenze artificiali dai contorni sfumati e netti, profondi sentimenti umani; coraggio al di là di ogni speranza e insormontabile disperazione. Fantascienza della luce più limpida, dove scienza e tecnologia si integrano nel racconto al servizio delle emozioni. Non a caso Alberto Cola, riconosciuto tra i migliori autori italiani degli ultimi anni, è risultato vincitore di ogni premio possibile, fino al Premio Urania con il romanzo Lazarus. Era il momento di raccogliere il meglio della sua narrariva breve. L’avete ora tra le mani.

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Muoversi all’interno del panorama editoriale, per trovare prodotti validi tra i tanti che si accalcano sul mercato, è già di per sé difficile ed estenuante. Estendere la ricerca nell’immensa terra di nessuno delle autoproduzioni è complicarsi ulteriormente la vita. Tuttavia, quando si incappa in qualcosa di buono e meritevole, è giusto rendere giustizia a quanto letto, parlandone e diffondendolo. Il feedback, del resto, è la spinta su cui un’autoproduzione può presentarsi al pubblico.

 

New Babel di Laura Schirru

Oggi, al centro della scena, c’è un romanzo scritto da un’autrice italiana, Laura Schirru, un’autoproduzione targata “Writer’s Dream“, tramite il portale Bookaholic (al momento in fase di restyling grafico e contenutistico). Il titolo di questo romanzo è New Babel, di seguito riporto la sinossi così come è presentata sul portale eBookVanilla, da cui il romanzo è acquistabile sia in versione elettronica che cartacea:

Terra, un imprecisato futuro qualche secolo dopo la nostra epoca, nella quale Internet ha acquisito vita e consapevolezza di sé, divenendo un’entità senziente, il Dace. Sono state chiuse le colonne d’Ercole per prosciugare il mare, allo scopo di aumentare lo spazio vitale della razza umana, e una immensa torre di Babele è stata creata nel bacino Mediterraneo, dove ormai vivono piu’ di duecento milioni di persone. Il sovraffollamento globale è un problema complesso e virtualmente irrisolvibile. In un punto qualsiasi di un qualsiasi livello della megalopoli, si muove Irene ‘Lem’ Nakamura, giovane biologa frustrata e compressa in un lavoro senza prospettive. La sua ricerca di un posto al sole, nell’atmosfera soffocante di New Babel, perderà le caratteristiche di semplice ‘ricerca di un lavoro migliore’, diventando lotta spietata per la sopravvivenza, una sopravvivenza che potrebbe non riguardare soltanto lei come individuo, ma l’intera specie cui appartiene… C’è chi ritiene che sia in corso una selezione in cui non c’è più spazio per i sapiens. La specie sembra aver raggiunto la fine della sua linea evolutiva, e una nuova umanità inizia lentamente a prenderne il posto. Probabilmente è davvero così, e la concretezza dell’ipotesi non rende più semplice la forzata coabitazione di ben quattro specie senzienti su una Terra sempre più stretta, sempre più contesa. In fondo, se paragonato al Dace, ai Drod e ai dualis, nati dall’ibridazione tra sapiens e Drod, dotati di facoltà ESP e della preziosa capacità di sconnettersi dalla Rete a piacimento, cosa può fare un semplice essere umano?

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Ricordate che qualche tempo fa si era parlato di un progetto chiamato “Save the SciFi!”, mirato a salvare tutte quelle opere di fantascienza che per la loro scarsa diffusione sono destinate a scomparire? No? Allora andate subito a leggervi l’articolo in questione e poi tornate qui di corsa, perchè finalmente oggi va online l’intervista agli ideatori di questo progetto. Come al solito, in calce è disponibile la versione originale, non tradotta, dell’intervista.

For all english-speaking people: we are publishing here an interview to the team of “Save the SciFi!”, a project aimed at saving all those sci-fi books that because of their low diffusion are prone to disappear. You will first find an italian translation, but immediately after that, at the bottom of this post, the original interview in english is also available.

Cici alla I-Con – Cici at I-Con

Stefano: Ciao Ash, Cici e Jamil, prima di tutto grazie per essere nostri ospiti e benvenuti su “Il Futuro è tornato”. Come già sapete abbiamo pubblicato un articolo sul vostro progetto qualche settimana fa che è stato accolto molto bene dai nostri lettori; ma prima di iniziare a parlare di “Save the SciFi!”, vorrei presentare le persone dietro al progetto. Ci dite chi siete, di dove siete originari e che cosa fate nella vita? E naturalmente, sentitevi liberi di aggiungere qualsiasi cosa do vioi che vogliate condividere.

Ash: Hey Stefano, scusa per la risposta tardiva. Come puoi immaginare siamo molto occupati da queste parti.
Il miglior modo per avere informazioni su di noi è di andare nel nostro sito su  http://savethescifi.com/index.php/about/about-team e leggere le nostre biografie. Basta dire che siamo tutti di Brooklyn, NY, dove sarà ubicato il nostro negozio fisico.
Jamil è un esperto di branding e product consultant con clienti in tutto il mondo, ed è originario della Virginia. Io vengo dall’area di New York, ho fatto giurisprudenza alla Columbia, sono un consulente per compagnie “startup” e avvocato esperto in media, e fra le altre cose sono anche scrittore e pilota.
Cici (questo è il suo nome d’arte) è una musicista di successo, una premiata attrice, un’antropologa ricercatrice ed un’autrice di libri per bambini e ragazzi. È originaria di Seattle, WA, ed è la mia ragazza.
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L’appuntamento del venerdì di questa settimana è dedicato ad un’iniziativa che anche noi futuriani abbiamo scoperto solamente qualche giorno fa, ma che promette di essere qualcosa di veramente interessante.

L’iniziativa si chiama Save the SciFi!, e parte, come si può facilmente intuire, da un gruppo di amanti della fantascienza riunuti sotto al nome Singularity & Co..

Bene, i ragazzi della Singularity sono partiti dalla constatazione che molte opere di fantascienza, in particolar modo le più vecchie, sono purtroppo fuori stampa, con copie in circolazione scarsamente reperibili e non sono mai state pubblicate in nessun formato digitale.
Si tratta insomma di libri destinati a scomparire se nessuno si sobbarcasse l’impegno di preservarli: ed è proprio qui che nasce “Save the SciFi!”.
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