Pubblico l’intervista a Moreno Burattini, sceneggiatore e curatore della testata ZAGOR.
Anche quest’interviata è già apparsa su “Nocturnia”, ma la ripubblico ben volentieri poichè intendiamo cominciare ad occuparci di fumetti anche qui su “Il Futuro è tornato “.
Adesso però, com’è giusto che sia, lasciamo tutto lo spazio che si merita a Moreno Burattini!
Nick il Nocturniano.
Nick : Ciao Moreno, benvenuto su “Nocturnia” e su IL FUTURO E’ TORNATO ! Grazie per aver accettato quest’intervista. Leggendo il tuo curriculum professionale e umano si ha l’impressione che la parola Comics sia incisa nel tuo D.N.A. Ci vuoi parlare di come e quando è nata questa tua passione?
Moreno Burattini : Ho letto fumetti prima ancora di imparare a leggere: i miei genitori dicono che già a tre anni passavo le giornate a sfogliare quelli che c’erano in casa e a guardare le figure. Poi, crescendo, ho maturato una grande passione per la lettura, sia di libri (inizialmente, com’è ovvio, quelli per ragazzi, cominciando da Verne eSalgari ) che di fumetti. A un certo punto, molto ma molto giovane, ho sentito forte la vocazione per la scrittura: sognavo di diventare uno scrittore di libri di avventura o di fantascienza, magari come Isaac Asimov, un altro mio grande amore. Al momento giusto ho capito che le cose che buttavo giù, pensando fossero racconti o romanzi, in realtà erano soggetti per i fumetti. Il mio talento, ammesso di averne uno, era quello. Però, non ho mai smesso di leggere di tutto, e ancora oggi, dopo una giornata di lavoro a finirmi gli occhi in redazione su testi e disegni, torno a casa e apro un libro o l’ultimo Dylan Dog piuttosto che un cartonato di Blueberry.
Nick : Il tuo esordio è stato a metà degli anni ottanta con la fanzine “Collezionare” e se non ricordo male per un certo periodo hai anche gestito con alcuni amici una fumetteria a Prato. Ti va di parlarci dei tuoi esordi?
Moreno Burattini: “Collezionare” nacque per la grande voglia che avevo di esprimermi, e parlare di argomenti a me cari: fu una fanzine nata con pochissimi mezzi e nessuna pretesa, stampata inizialmente con un vecchio ciclostile per poi passare all’offset e quindi alla tipografia in un crescendo assolutamente imprevisto di successo. Addirittura, dello Speciale Zagor (uscito nel 1990) vendemmo duemila copie! Un risultato che oggi sarebbe invidiato da molte case editrici con tutti i crismi, mentre quelli che con me lavoravano alla rivista erano solo un gruppo di amici riuniti in una associazione, il “Club del Collezionista”. . La scuola di “Collezionare” ci ha permesso di dar vita a “Dime Press” , una testata di critica fumettistica specializzata in commenti, analisi, interviste, recensioni e anteprime della produzione Bonelli, pubblicata dalla Glamour International Production di Antonio Vianovi. Tutte esperienze che mi hanno portato a conoscere tanti addetti ai lavori, a pubblicare articoli e fumetti, e quindi fare gavetta prima di entrare nel mondo del professionismo.

Nick. A distanza di anni che ricordi hai di quel periodo ricco di cambiamenti: la fine delle riviste-contenitore; il ritorno dei comics Americani; lo sbarco dei primi manga negli anni’90; le polemiche (che adesso sembrano assurde) tra fumetto d’autore e fumetto popolare? E secondo te l’ambiente italiano del fumetto è più o meno ricco rispetto a quel periodo?
Moreno Burattini:La principale differenza tra il mondo del fumetto a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta è il maggior numero di lettori che c’erano in circolazione, che significava più concorrenza fra le case editrici e quindi maggiori stimoli e opportunità per gli autori. Il boom di Dylan Dog, che allargò il mercato attirando nuovo pubblico, servì anche a far cadere le artificiose barriere tra il fumetto popolare e quello d’autore. Barriere assurde perché tutti i fumetti, anche i popolari, hanno degli autori. Oggi il fumetto è generalmente fatto meglio, ma il pubblico sta scomparendo. E con esso, il numero di editori. Il che riduce la capacità complessiva delle Case editrici di fare blocco e imporsi nella distribuzione, raggiungendo gli interessati. Si è innescato un circolo vizioso che dobbiamo cercare di rompere.
Nick: Poi ad un certo punto arriva la svolta: gli articoli su “Dime press; le sceneggiature per Cattivik e infine la Bonelli con Zagor. Com’è nata la tua collaborazione con Bonelli?
Moreno Burattini: Conoscevo Sergio già da alcuni anni perché gli scrivevo e lui mi rispondeva, trovando evidentemente interessanti le mie lettere e forse scorgendo in me qualcosa. A un certo punto cominciò persino a telefonarmi. La mia attività di saggista e di iperattivo presenzialista nelle manifestazioni di fumetti mi permisero un contatto più diretto, finché finì che gli presentai il mio primo soggetto. Ci vollero due anni di prove e tentativi prima che avessi il via libera, nel 1989. Da allora non mi sono più fermato.
Nick: Un ricordo di Sergio Bonelli….
Moreno Burattini: Sergio è stato l’uomo che mi ha cambiato la vita, facendomi realizzare il mio sogno di scrivere Zagor. Mi ha anche voluto prima come redattore, poi come curatore di testata. Ecco, lui aveva la capacità di scegliere i collaboratori tra quelli che condividevano il suo amore per il fumetto, che facevano della propria passione il proprio lavoro. Nessuno di quanti fanno parte dello staff pensa di fare un lavoro come un altro, e tutti siamo stati “scelti” da Bonelli per creare insieme a lui non a un prodotto, ma un intero universo di sogni.
Nick: Come detto sei stato critico su “Dime press; sceneggiatore e saggista . Qual è l’attività che preferisci ? O per te si tratta di diverse espressioni dello stesso momento creativo?
Moreno Burattini:Preferisco esprimere me stesso, e se riesco a farlo non importa che si tratti di una sceneggiatura, un libro, un articolo o un post sul blog.
Nick : Parliamo della fase di scrittura delle storie : segui ritmi precisi come orari e pagine o segui l’estro del momento? E da cosa trai ispirazione?
Moreno Burattini: Seguo l’estro del momento cercando di disciplinarlo. Se c’è una storia che deve essere portata avanti perché è in programmazione o perché il disegnatore ha bisogno di nuove tavole, mi incateno al tavolo da lavoro come Vittorio Alfieri pur di fare quel che devo. Altre volte, però, lascio passare due o tre giorni in cerca di ispirazione o perché distratto da altre attività. Poi, succede che le idee arrivano e lavoro per un giorno intero senza fare neppure una pagina. A ispirarmi è tutto ciò che vedo, che sento, che leggo. E che ho visto, ho sentito, ho letto in passsato.

Nick: Di Zagor sei diventato anche curatore. Con la tua gestione ho la sensazione che siano aumentati i riferimenti alla continuity col recupero di alcuni personaggi e con un aumento degli scenari horror e fantascientifici rispetto al passato.Oltretutto pur rimanendo una serie sostanzialmente avventurosa e dal taglio classico mi sembra di notare un certo incupimento delle scenggiature. Sono sensazioni sbagliate?
Moreno Burattini : Il maggior riferimento alla continuity è una cosa voluta, nel senso che secondo me è bello dare l’idea del microcosmo zagoriano come di un mondo reale dove la vita scorre e le vicende si intrecciano, aiuta a coinvolgere il lettore nelle storie. Riguardo invece all’horror e alla fantascienza, mi pare che anche Nolitta alternasse le trame più fantastiche con quelle western o genericamente avventurose: Zagor è sempre stato il fumetto della contaminazione. L’incupimento forse deriva dall’adattamento ai tempi e al fatto che che il target del pubblico si è alzato quanto a età. Quando nacque, il personaggio era pensato per i bambini. Oggi lo legge gente di tutte le età. Inoltre, il tempo modifica anche i gusti e gli stili di sceneggiatori, che inevitabilmente subiscono l’influsso delle tendenze in campo letterario, cinematografico e fumettistico. Tendenze che sono più cupe oggi rispetto al 1961.
Nick: Nel numero 600, riesci ad aggiungere un elemento nuovo alla genesi di Zagor inserendo la sacerdotessa Shyer. Non era facile,parlando di un personaggio così stratificato come Zagor, quindi: complimenti. Comunque è previsto di rivedere il personaggio prima o poi?
Moreno Burattini: Shyer era già comparsa nello speciale “Darkwood Anno Zero”, del 2001. E’ tornata a grande richiesta e ha avuto molto più successo con la nuova storia rispetto alla precedente. Effettivamente, potremmo rivederla, in un modo o nell’altro. C’è da dire che molte storie della trasferta sudamericana appena iniziata nella serie regolare saranno collegate con la sua figura.
Nick: Su Nocturnia ho parlato come sai delle edizioni Turche di Zagor, ma precisamente adesso in quanti altri paesi adesso viene tradotto ?
Moreno Burattini: Zagor, in questo momento, viene stampato in Brasile, Croazia, Serbiae Turchia.
Nick: E’ vero che sopratutto negli States i Comics Bonelli hanno problemi di penetrazione a causa della foliazione e del b\n ? E e che alcuni editori locali a causa del b\n li confondono con i manga?
Moreno Burattini: I fumetti in bianco e nero hanno fatalmente delle difficoltà di penetrazione nei paesi dove la tradizione impone albi a colori.
Nick : Veniamo ora alla situazione italiana, qual è secondo te lo stato attuale del Mercato? M’interessa conoscere il tuo parere sia riguardo la situazione dell’ editoria italiana in genere, sia la situazione in Bonelli che come sappiamo ha dovuto chiudere alcune testate comprese alcune storiche come Mister No.
Moreno Burattini: La situazione del mercato del fumetto è molto difficile a livello mondiale, e l’Italia non fa eccezione. La Bonelli riesce a risentire meno di altre Case editrici della crisi perché è una azienda di grandi dimensioni e che gode di notevole popolarità, ma le vendite sono in calo da anni . La concorrenza di altre forme di intrattenimento, come le TV satellitari, le playstation o le chat, toglie tempo alla lettura e disabitua le nuove generazioni dal maneggiare libri e fumetti.
Nick : Credi che le nuove tecnologie tra cui gli eComics potranno contribuire a riportare lettori oppure al contrario finiranno per ottenere l’effetto opposto?
Moreno Burattini: Siamo in un momento di transizione, ma alla fine credo che le nuove tecnologie finiranno per essere un vantaggio. Già lo sono quanto a strumento di promozione.
Nick: Torniamo un attimo a Zagor. Ha da poco compiuto cinquant’anni di presenza nelle edicole, evento raro per un fumetto italiano. Adesso cosa lo aspetta? puoi darci qualche anticipazione sulle nuove storie?
Moreno Burattini: E’ appena cominciata una nuova trasferta dell’eroe fuori dalla foresta di Darkwood. Questa volta lo mandiamo in giro per il Sud America, dove resterà per un paio di anni. Da Panama si sposterà in Perù, poi in Brasile, Cile, Argentina, Terra del Fuoco. Ogni storia sarà ben documentata e non mancheranno ritorni eccellenti e introduzioni di nuovi personaggi, in un ciclo di racconti in stretta continuity.
Nick: Hai ancora il tempo di seguire i lavori dei tuoi colleghi? E se si quali sono quelli che apprezzi di più?
Moreno Burattini: Cerco di leggere quanti più fumetti mi è possibile, non solo per dovere ma anche per piacere. In ambito bonelliano mi piace quasi tutto. Ma se proprio dovessi scegliere, direi che i miei preferiti sono Tex e Brendon, seguiti da Dampyr e Dylan Dog.
Nick : Alla luce di tutti i discorsi che ci siamo fatti, che consigli daresti a un giovane che volesse oggi cominciare a lavorare nel mondo del fumetto?
Moreno Burattini: Gli direi di pensarci bene, perché a fare i fumettisti non si diventa ricchi e si rischia di non trovare lavoro o di perderlo molto facilmente. Però, se c’è il sacro fuoco che brucia dentro, allora coraggio!
Il Copyright sui personaggi e sulle immagini di Zagor e Cico pubblicati in questo articolo sono di proprietà della SBE. Nel ringraziare ancora Moreno Burattini per la sua disponibilità vi segnalo il suo interessante BLOG .