Hard SF

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Uno dei romanzi cardine dell’Hard SF recente, recensito e rivisitato per noi da Francesco Zamboni

Light

Light, di M.John Harrison (2002)

Prima di cominciare l’analisi di un testo particolare e – è proprio il caso di dirlo – faticoso come questo, due righe per inquadrarne l’autore:

Michael John Harrison [Warwickshire, 1945] non è autore particolarmente prolifico, con una decina di romanzi e qualche raccolta di racconti a coprire i quasi quarant’anni che dividono la sua entrata in scena (in piena new wave) dalla pubblicazione di ‘Light’ (2002). Al di là delle frequenti incursioni nel campo della narrativa mainstream (‘Climbers’, 1989; ‘The course of the heart’, 1992), anche i suoi lavori più strettamente fantascientifici tendono a mostrare elementi di divergenza e in alcuni casi aperta contrapposizione agli stilemi del genere, tanto da far definire alcuni dei suoi lavori come ‘anti-space opera‘ (‘The centauri device’, 1975). È vincitore di numerosi premi e per quanto rimanga un autore poco seguito e apprezzato dal grande pubblico – leggendo Light si può comprendere con facilità il perché – la sua opera ha influenzato profondamente diversi protagonisti della rinascita della space opera inglese (Iain Banks e Alastair Reynolds su tutti).

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ladee

Tra pochi giorni,in teoria il 6 settembre prossimo, partirà la missione LADEE verso la Luna. Può sembrare un evento tutto sommato secondario rispetto ad altre missioni in corso o alle prospettive di missioni umane ma vale la pena tenere in considerazione questa iniziativa e aspettarne con curiosità i risultati. LADEE sta per Lunar Atmosphere and Dust Environment Explorer, il che identifica già le priorità di questa missione: analizzare l’atmosfera lunare prima che altre attività ne cambino la composizione (i.e. la previste missioni russe, giapponesi, indiane e cinesi), capire se dalla presenza di particelle di sodio o di polvere (regolite) si possano giustificare i fenomeni di diffusione luminosa registrate nel corso del programma Apollo (Apollo 17).

Si tratta inoltre della prima missione che vedrà utilizzato il vettore Minotaur V per scopi civili oltre al primo lancio di questo tipo dal Goddard Space Flight Center (per essere precisi, da Wallops). La NASA sta cercando da anni vettori di media capacità più affidabili e si spera che il Minotaur, sviluppato per i programmi militari, possa essere una risposta adeguata. Per capirci, è un mercato da miliardi di dollari all’anno. Il centro Goddard potrebbe diventare un polo per le missioni a “breve” raggio, altra cosa che permetterebbe di risparmiare. I risultati di LADEE potrebbero essere tali da permettere missioni analoghe su altri pianeti, per esempio Mercurio, ritenute da anni fondamentali dalla NASA per le ricerche sui meccanismi della formazione delle atmosfere.

E mentre aspettiamo buone nuove, il nostro palinsesto.

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È possibile che io abbia appena visto il miglior film di fantascienza che mi sia capitato di vedere in non meno di cinque anni?
Forse dieci?

Europa Report è un film indipendente girato con un budget ridotto e con un cast di attori poco noti.
Eppure il cast è perfetto, le scenografie sono perfette, la storia si avvicina molto alla perfezione.
Persino il gimmick di presentarci la pellicola come un montaggio di materiale documentario è a tal punto funzionale alla narrazione, che ben presto passa in secondo piano, smette di essere un trucco, e resta solo un eccellente film.

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Himmelskibet posterQuesta è una segnalazione.

Nel 1918, il regista svedese Holger-Madsen girò un film muto (ovviamente) intitolato Himmelskibet.
Il film venne prodotto dalla Nordisk Film Company, e scritto da Sophus Michaelis e Ole Olsen.
Dura novantasette minuti, ed in italia venne distribuito come L’Astronave - che è poi l’onesta traduzione del titolo originale.

La trama è intricata, ma mostra elementi che suoneranno familiari a molti.

Se i nostri eroi sono ben decisi ad andare su Marte, una parte dell’establishment scientifico li dileggia.
Intrapreso il viaggio, il senso di alienazione dato dalla solitudine e dalla grande distanza da coprire porta all’ammutinamento dell’equipaggio. Continua a leggere

Marco Stabile, alias Salomon Xeno, ci segnala una graphic novel di buona fattura; un viaggio tra temi hard SF.

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Universal War One

Storia, disegni e colori: Denis Bajram

Editore: 001 Edizioni

F.to: 17×24 cm., 144 pp., colore, brossura rilegata

ISBN: 978-88-95208-39-8 (vol. 1)

ISBN: 978-88-95208-45-9 (vol. 2)

Sinossi (dal sito dell’editore)

Una spettacolare saga in due volumi… la cronaca di una guerra civile tra la Federazione delle Terre Unite che comprende la Terra, Marte (Terra 2) e la Luna (Terra 3), e le Compagnie Industriali di Colonizzazione (CIC), imprese che hanno il compito di sfruttare le risorse naturali dei pianeti non abitabili del sistema e che amministra le colonie umane sui pianeti esterni del Sistema Solare. L’opera corale vede come protagonista la squadriglia “Purgatory”, dove vengono confinati gli elementi più indisciplinati dell’esercito ma in cui vi è ancora una possibilità di riscatto, pian piano si scopre il loro passato, ognuno ha un peccato da espiare.

La guerra universale ha inizio.

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[proponiamo una versione ampliata della presentazione di Eclipse Phase, comparsa originariamente su strategie evolutive]

Immaginate, se volete, che una persona… un gruppo di persone, molti dei quali conoscete, e stimate, prendano tutto ciò che più vi piace – ma proprio tutto – eliminino tutte le parti noiose e ripetitive, e ve ne facciano un condensato tale che, pur trattandosi esattamente delle cose che più vi piacciono, il risultato comunque è fresco, originale, e una fonte di sorpresa ad ogni nuova scoperta.

E immaginate, se volete, che questo universo meraviglioso e meravigliosamente “vostro” sia a vostra disposizione.

Per esplorarlo, per scriverci storie, per creare, per giocarci.

Per viverci una parte del vostro tempo.

Immaginate che questa cosa si chiami Eclipse Phase, e che sia disponibile in formato cartaceo ed elettronico per poche decine di euro.

Un’occhiata alla bibliografia?

Iain Banks, David Brin, Warren Ellis, Peter Hamilton, Ken Macleod, Richard Morgan, Alistair Reynolds, Kim Stanley Robinson, Bruce Sterling, Charlie Stross, Vernor Vinge, e Peter Watts.

E sì, anche Greg Egan.

E non parliamo della sezione di bibliografia dedicata alla saggistica…

Ma andiamo con ordine, che questo sarà un post lungo…

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