Jerry Pournelle

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I riferimenti a Jim Baen nell’articolo su David Drake hanno destato una certa curiosità, e ci è parso il caso di approfondire la questione.
La prima parte di questo articolo venne pubblicata dalla rivista LN-LibriNuovi, nel 2006, alla morte di Jim Baen.
A seguire, un breve aggiornamento su cosa sia stato delle iniziative “sperimentali” promosse dall’editore americano.
Buona Lettura!

In Memorian – Jim Baen (1943-2006)

Il ventisei di giugno di quest’anno, un attacco cardiaco ha messo fine alla carriera trentennale di Jim Baen.
Un colpo a tradimento – e non privo di una certa ironia, come vedremo – che non è apparentemente riuscito a fermare Baen dall’avviare la fase finale di un progetto che, dal 1983 ad oggi, ne ha fatto una delle persone più importanti per l’editoria nel ventunesimo secolo.
Jim Baen ha lavorato attivamente per oltre venticinque anni per cambiare il modo in cui leggete.
Per farvi leggere di più, per farvi leggere meglio, per farvi leggere fuori dalle scatole classificative nelle quali di solito catalogate i vostri gusti ed in base alle quali selezionate le vostre letture.
In base alle quali vi vengono venduti i libri.
Eppure, voi non avete mai sentito parlare di lui.
Ironico.
O peggio, quelli di voi che lo conoscono associano il suo nome alle copertine sgargianti dei suoi libri: space opera, fantascienza militare e fantasy avventurosa o umoristica – il carburante per gli smanettamenti mentali di adolescenti di tutte le età, baluardo di concetti reazionari e fallocratici, bla bla bla.
Quante sciocchezze.
Fate tacere per un attimo il vostro censore interiore, ignorate le donnine in bikini di bronzo sulle copertine della Baen Books, e ascoltate una storia davvero importante. Continua a leggere

Questo post nasce dalla lettura di un manuale dell’esercito americano, uno di quei documenti in libera circolazione sulla Rete che sono utilissimi per chi si diletta di cose militari. Il manuale è intitolato “Space support to Army operations”, edito nel 2005 con la codifica FM 3-14, lo potete trovare qui.

Dalla premessa, a firma del generale Larry J. Dodgen

The Army is critically dependent on space capabilities to enable and enhance land warfare. Virtually every Army operation uses space capabilities to some degree. Today, we use space largely for its ability to enhance the effectiveness of our combat forces. We can communicate; navigate; target, find, and fix the enemy; anticipate weather; and protect our forces based on combat and support assets available from space. We also strive to control space so adversaries cannot overcome our asymmetrical advantages in space. Space provides tremendous leverage to the Army’s land warfare capability.”

L’esercito degli Stati Uniti, così come tutte le forze armate dei paesi avanzati , è ben conscio dell’importanza operativa dello spazio. Va anche ricordato che è dagli anni ’60 che le FFAA studiano come poter combattere nello spazio e dallo spazio, con una serie di programmi di ricerca che solo in parte sono arrivati all’attenzione del pubblico. Ovviamente la SF è arrivata prima, fedele alla tradizionale capacità di precorrere i tempi. Nel sottogenere della SF militare (military SF) non deve sorprendere che molti autori abbiano un background di esperienze reali a cui ispirarsi e non stupisce che molti di loro si siano ispirati direttamente o indirettamente al corpo dei Marines, l’USMC.

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