I riferimenti a Jim Baen nell’articolo su David Drake hanno destato una certa curiosità, e ci è parso il caso di approfondire la questione.
La prima parte di questo articolo venne pubblicata dalla rivista LN-LibriNuovi, nel 2006, alla morte di Jim Baen.
A seguire, un breve aggiornamento su cosa sia stato delle iniziative “sperimentali” promosse dall’editore americano.
Buona Lettura!
In Memorian – Jim Baen (1943-2006)
Il ventisei di giugno di quest’anno, un attacco cardiaco ha messo fine alla carriera trentennale di Jim Baen.
Un colpo a tradimento – e non privo di una certa ironia, come vedremo – che non è apparentemente riuscito a fermare Baen dall’avviare la fase finale di un progetto che, dal 1983 ad oggi, ne ha fatto una delle persone più importanti per l’editoria nel ventunesimo secolo.
Jim Baen ha lavorato attivamente per oltre venticinque anni per cambiare il modo in cui leggete.
Per farvi leggere di più, per farvi leggere meglio, per farvi leggere fuori dalle scatole classificative nelle quali di solito catalogate i vostri gusti ed in base alle quali selezionate le vostre letture.
In base alle quali vi vengono venduti i libri.
Eppure, voi non avete mai sentito parlare di lui.
Ironico.
O peggio, quelli di voi che lo conoscono associano il suo nome alle copertine sgargianti dei suoi libri: space opera, fantascienza militare e fantasy avventurosa o umoristica – il carburante per gli smanettamenti mentali di adolescenti di tutte le età, baluardo di concetti reazionari e fallocratici, bla bla bla.
Quante sciocchezze.
Fate tacere per un attimo il vostro censore interiore, ignorate le donnine in bikini di bronzo sulle copertine della Baen Books, e ascoltate una storia davvero importante. Continua a leggere






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