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Con il mese di luglio iniziamo la nostra programmazione estiva, un periodo che arriverà fino alla fine di agosto e che vedrà un rallentamento del ritmo dei nostri post. In questi due mesi continueremo a lavorare per completare la nostra ristrutturazione in modo da poter ripartire di slancio con il prossimo mese di settembre. Rallentare non significa però far abbassare il livello delle nostre proposte dal punto di vista qualitativo né significa far calare il livello dell’attenzione nei nostri rapporti con i lettori.

Nel periodo estivo dedicheremo una serie di articoli ai grandi autori della SF moderna, partendo da quelli che possiamo considerare come fondamentali per chi si avvicina al genere. L’idea è quella di stimolare una riscoperta di testi di grande qualità, spesso usciti di catalogo, cercando nel contempo di essere di stimolo verso la nostra editoria. Ci sono moltissime opere che meriterebbero non una mera ristampa ma una nuova traduzione e un’edizione integrale, sull’esempio di operatori come Paizo nel mercato anglofono.

Finalmente abbiamo aperto il nostro “negozio”! L’ordine di prova fatto con Zazzle ha dato esito positivo come avete potuto ammirare nell’immagine di copertina di oggi. L’azienda americana ha dato prova di rispettare tempi e modalità come previsto, permettendoci così di mettere a vostra disposizione i nostri gadget. Trovate tutto in questa pagina e nei mesi a venire aggiungeremo nuovi prodotti per completare la gamma degli oggetti con il nostro marchio.

Il palinsesto di questa settimana:

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Parzialmente ispirato al racconto “Acciaio” di Richard Matheson, “Real Steel” è un baraccone di azione e fantascienza diretto nel 2011 da Shawn Levy. Alla produzione troviamo nomi importanti come Steven Spielberg e Robert Zemeckis.

Real Steel - Locandina

Real Steel – Locandina

Nel 2020 i combattimenti di pugilato tra esseri umani sono stati rimpiazzati, per volere del pubblico che desidera sempre più violenza, da quelli con i robot. Charles “Charlie” Kenton, dopo aver perso la sua occasione come pugile, diventa quindi manager di robot, per continuare a combattere tramite loro. La fortuna non è dalla sua parte, accumula debiti sempre più consistenti e non riesce a portare a termine un incontro, perdendo uno dopo l’altro i robot che acquista. Un giorno gli viene affidato suo figlio Max, avuto da una relazione risalente a dieci anni fa. Grazie a lui, e al sostegno della sua fidanzata Bailey, riuscirà a ritrovare le luci della ribalta, quando il bambino recupera da una discarica il robot Atom, considerato solo un robot di allenamento, ma capace grazie a una funzione ombra di imparare i movimenti fatti da un essere umano. Continua a leggere

Cinque anni durò in tutto l’avventura  televisiva di THE TWILIGHT ZONE ma nel momento in cui i primi episodi andarono in onda Rod Serling ancora non poteva immaginare che per tutta la vita il suo nome sarebbe
stato associato quasi esclusivamente al questa serie.
Nel bene come nel male.

Contemporaneamente però mano a mano che si andava avanti con le stagioni Serling avrebbe progressivamente perso il controllo della “sua ” creatura a vantaggio dei produttori e pubblicitari.

Ma quali erano le caratteristiche di THE TWILIGHT ZONE  (da adesso in poi TTZ ) ?
Venne presentata come una serie di fantascienza, ma spesso era una fantascienza ibridata all’ignoto, a volte unita ad una grossa critica sociale, il messaggio morale era chiaro.
Il marchio di fabbrica di ogni episodio (tutti rigorosamente presentati da Serling in persona ) erano i cosiddetti “switching endings”, i finali a sorpresa in cui le idee e le convinzioni che il telespettatore si era costruito durante tutta la visione dell’episodio venivano ribaltate improvvisamente negli ultimi minuti di trasmissione.
Un tipo di narrazione che dopo Serling venne adottata da molti altri.

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Oggi siamo abituati al fatto che le reti televisive trasmettano serie televisive ad argomento fantastico. In anni recenti abbiamo assistito ai fenomeni globali di LOST e, in misura minore, di FRINGE.
Negli anni novanta invece c’erano stati gli exploit di TWIN PEAKS e X-FILES, veri e propri telefilm di culto.
I Network, nonostante la crisi, investono molto nel settore convinti di assicurarsi buoni indici di ascolto.
Tuttavia, non è stato sempre così.

Ci sono stati momenti in cui era praticamente impensabile proporre l’idea di una serie televisiva sull’ignoto, momenti in chiunque avesse un idea del genere veniva quasi guardato come un visionario.
Questa è la storia di una serie: THE TWILIGHT ZONE e di  Rod Serling,  l’ uomo che dovette combattere la sua personale guerra prima per lanciare la sua creatura poi per difenderne l’indipendenza e infine per salvarla.

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american-science-fiction2Sono stati davvero gli anni ’50 l’autentica Età dell’Oro della fantascienza in America?
Robert Silverberg ne è convinto, ed ha dedicato all’argomento un noto saggio.
Certo, alla fantascienza americana degli anni ’50 è stato appena tributato uno dei maggiori riconoscimenti che si possa immaginare in ambito editoriale – con l’uscita dei due volumi Intitolati American Science Fiction, pubblicati dalla Library of America.

Per chi se la fosse persa, la Library of America è una no profit che da venticinque anni persegue la missione di

Conservare l’eredità culturale della nazione pubblicando gli scritti migliori e più significativi d’America in edizioni autorevoli.

Non esiste un parallelo italiano, salvo certe cose fatte dal Poligrafico dello Stato o, ad un livello comunque più basso, i Meridiani della Mondadori o altre simili edizioni.

Ecco, ora voi immaginate come sarebbe se il Poligrafico dello Stato pubblicasse due volumi – rispettivamente di 800 e 950 pagine, rilegature extralusso, abbondante apparato metatestuale, copertine artistiche – con dentro nove romanzi di fantascienza.

La Library of America l’ha fatto – ed i due volumi (disponibili separatamente o in un elegante cofanetto), curati da Gary K. Wolf, sono questi:

american-science-fiction-volume-two2American Science Fiction, four classic novels, 1953-1956

Frederik Pohl & C. M. Kornbluth The Space Merchants
Descritto come “l’incontro di Philip K. Dick con Mad Men”, questo è uno dei pilastri di quella che un tempo si chiamava “fantascienza sociologica”. Il genio di Kornbluth e la disciplina di Pohl, a lungo collaboratori, si esprimono qui al meglio.

Theodore Sturgeon More Than Human
Una riflessione sull’evoluzione umana, una meditazione sulla diversit�� come valore. Ted Sturgeon disse che il 95% di tutto è pattume – ma noi sappiamo che lui restava saldamente in quell’altro 5%.

Leigh Brackett The Long Tomorrow
Unica donna della rassegna, in un romanzo post-atomico che è politico oltre che avventuroso, ed una storia di formazione.
È la tecnologia il male? O no?

Richard Matheson The Shrinking Man
Ancora l’atomo, ma questa volta come motore di una esplorazione del progressivamente piccolo. Matheson è come sempre media-friendly, ed il romanzo venne puntualmente filmato.

american-science-fiction-volume-one2American Science Fiction, five classic novels, 1956-1958

Robert Heinlein Double Star
Un clone “spaziale” de Il Prigioniero di Zenda” per Bob Heinlein, che tuttavia usa la trama trita per offrirci le sue abituali riflessioni su politica e potere. Gli attori sono i migliori politici?

Alfred Bester The Stars My Destination
Duro, crudele, e per molti il miglior romanzo di Sf di tutti i tempi, questa versione de “Il Conte di Montecristo” è meglio dell’originale – e a detta di Neil Gaiman, è il perfetto romanzo cyberpunk.

James Blish A Case of Conscience
E se il concetto di peccato fosse una cosa che hanno solo gli esseri umani? Fantascienza teologica per Jamse Blish, che pone i suoi esploratori spaziali a confronto con una specie aliena che, non possedendo il concetto di religione, non possiede neppure quello di peccato. O viceversa?

Algis Budrys Who?
Oggi lo chiamerebbero “technothriller”, ma il romanzo di Budrys, oltre ad essere una intelligente storia spionistica, ed una esplorazione del concetto di cyborg, è anche una indagine sulla natura dell’identità.

Fritz Leiber The Big Time
Una storia di viaggi nel tempo che rispetta i canoni aristotelici di tempo e luogo teatrali. La guerra fra i ragni e i Serpenti infuria, il tempo è fratturato, la storia un’opinione, e tutte le possibilità avranno modo di esprimersi. Ancora una volta, Leiber è Dio.

Ai due volumi si accompagna un sito web ricco di materiale aggiuntivo - dalle riproduzioni delle copertine originali delle riviste e delle diverse edizioni dei romanzi, ad articoli ed approfondimenti firmati da autori come William Gibson, Connie Willis, Peter Starub, Neil Gaiman.

Tutti questi romanzi sono anche disponibili in edizione italiana, per molto meno dei 70 dollari dell’edizione LoA.
Dovete solo battere le bancarelle – perché alcuni non sono stati ristampati in vent’anni o più – e pregare che gli editor di Urania non abbiano compiuto a suo tempo tagli o modifiche.

Gli auguri di “buona pasqua” ve li diamo ricordando un testo di parecchi anni fa, a firma di James Blish

 

In Italia fu pubblicato apuntate nel 1970, all’interno di una rivista che si chiamava “If”.

Alla consueta programmazione di serie da parte della benemerita RAI4, oasi e punto di riferimento per chi ama la SF in Italia e non vuole (o non può) massacrarsi di costi con i canali a pagamento o con il satellite, questa settimana abbiamo in programmazione sui canali del digitale terrestre quanto segue:

Domenica 08/04

Matrix (1999), su Italia1 ore 23:00

Moon (2009), su Cielo alle 18:00 (CONSIGLIATISSIMO)

Lunedì 09/04

Matrix Reloaded (2003), su Italia1, ore 23:15

Martedì 10/04

Matrix Revolutions (2003), su Italia1, ore 23:15

La danza dei morti (2005), su RAI Movie, ore 22:35 (*)

Mercoledì 11/04

Zero.

Giovedì 12/04

Zero again.

Venerdì 13/04

Zero three, week’s out!

(*) fa parte della serie Masters of Horror, episodio diretto da Tobe Hooper e ispirato a un racconto di Richard Matheson

Progetti nuovi, realtà indipendenti che nascono fuori dai consueti circuiti di produzione. Questa volta parliamo di “The Silent City”, un serial post apocalittico girato in località reali nei distretti di NY, uno scenario che ricorda parecchio tanti, ottimi, lavori di SF americana. La qualità di ripresa è alta, l’idea sembra buona. Stanno raccogliendo fondi tramite il sito Kickstarter, speriamo che ce la facciano!

Il sito della serie: http://www.silentcityseries.com/