Videodrome

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Bentornati al nostro appuntamento settimanale con la televisione sul digitale terrestre e le produzioni indipendenti. Per maggiore chiarezza sottolineiamo che riportiamo quanto appare sui canali gratuiti visibili sull’intero territorio nazionale.

Vi richiediamo la cortesia di segnalarci eventuali omissioni o errori, l’idea è quella di migliorare il più possibile questo servizio.

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Passiamo ora ai palinsesti dei canali gratuiti presenti su tutto il territorio nazionale. Sono stati rimossi i programmi di Italia2, segnalati in settimane precedenti, in quanto il canale in questione non è visibile in diverse zone. Se e quando la copertura diventerà più ampia ripristineremo le segnalazioni.

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Dal nostro collaboratore Samuele Pretto, alias l’Internauta Digitale, una riflessione sull’utilizzo della realtà virtuale nel cinema di genere prima della trilogia di Matrix.

L’informatica, essendo una delle scienze più proiettate nel futuro, si lega in maniera abbastanza “prepotente” con la fantascienza e sopratutto con il genere cyberpunk.

Fra i temi più ricorrenti dell’”informatica fantascientifica” tralasciando l’intelligenza artificiale, tralasciando gli hacker e le cyber guerre spicca sopratutto la realtà virtuale.

Immagino che a molti di voi, al solo leggere questa parola è venuto immediatamente in mente il film “Matrix”, bene oggi vedremo anche altri film che trattano l’argomento e che per un motivo o per un altro non hanno avuto lo stesso successo.

Non ci saranno recensioni, poiché sennò l’articolo diventerebbe estremamente lungo.

Dal punto di vista cronologico il primo vero film (cinema) che parla di realtà virtuale è “Tron” di Steven Lisberger (1982), vero film di culto per tutti gli appassionati di fantascienza e d’informatica.

Grazie ad un uso massiccio di effetti speciali avveniristici (per l’epoca) la realtà virtuale è ricreata come un universo digitale con arene e scontri gladiatori fra programmi/software.

Una vera e propria genialata.

Ma in realtà il primo vero film che tratta di realtà virtuale è “Il mondo sul filo” (1973) di Rainer Werner Fassbinder, una pellicola divisa in due parti per il mercato televisivo.

La trama verte su un programma di simulazione chiamato Simulacron-1, che simula una tranquilla cittadina in cui gli ignari abitanti vivono credendo di vivere nel mondo reale.

Se siete degli appassionati recuperatelo.

Un anno dopo “Tron” usciva “Brainstorm”, in cui un gruppo di scienziati creava un fantomatico “cappello”, ovvero un’interfaccia neurale in grado di registrare le emozioni/sogni, in modo così da poterle trasmettere agli altri.

Pur essendo un bel film “Brainstorm” per colpa di un’inefficace distribuzione e per una risicata pubblicità non ottenne grandi risultati al botteghino.

Da riscoprire.

Nello stesso anno (1983) usciva “Videodrome” di David Cronenberg

Fra ibridazioni uomo/macchina, torbide passioni, lavaggi del cervello e realtà alterata “Videodrome” è sicuramente uno dei tanti capolavori del regista canadese.

Si passa a “Atto di Forza” (1990) diretto da Paul Verhoeven, che più o meno tutti ricordano per questo:

Dove il prode Arnold Schwarzenegger affascinato da Marte e da alcuni sogni/incubi, si sottopone all’impianto di una sorta di viaggio/turismo virtuale.

Comincerà così una storia d’azione fra ricordi dimenticati, manipolazioni della memoria e quant’altro.

Si arriva a “Il tagliaerbe” (1992), che dovrebbe essere tratto/ispirato da un racconto di Stephen King, ma anche no dato che è completamente diverso.

Il film parla di un giardiniere che grazie a un esperimento di realtà virtuale diventa superintelligente e vuole……. conquistare il mondo.

Nonostante “Il tagliaerbe” non centri una mazza con il racconto omonimo, è comunque un film godibile, non eccelso ma almeno godibile.

Arriva il 1994 e nelle sale esce “Brainscan – Il gioco della morte”, il primo film fantahorror a trattare l’idea di un videogioco mortale.

Nonostante l’impianto da teen-movie, “Brainscan – il gioco della morte” si dimostra bello e avvincente, soprattutto sulle riflessioni in merito al campo video ludico.

Un anno dopo escono ben due film sulla realtà virtuale: “Virtuality” e “Strange Days”.

“Virtuality” è un film interessante, nonostante il fallimento al botteghino presenta numerosissimi elementi della fantascienza e degli effetti speciali digitali decisamente al massimo della forma per l’epoca, inoltre è stato anche il film di lancio dell’attore Russel Crowe.

La trama parla di un software informatico programmato con le personalità di numerosi criminali, in grado di ragionare come un uomo e che grazie all’aiuto di un programmatore riesce ad avere un corpo fisico per vivere al di fuori della realtà virtuale.

Trama decisamente interessante, film peraltro abbastanza violento e che pone molte critiche contro la tecnologia in generale.

Anche questo da recuperare.

“Strange Days” diretto da Kathryn Bigelow è un noir fantascientifico, in un futuro distopico dove le registrazioni delle esperienze (come in “Brainstorm”) sono all’ordine del giorno.

Giunge il 1996 ed esce “Il tagliaerbe 2 – The Cyberspace” sequel del già menzionato “Il tagliaerbe”, di cui non vi metto nemmeno la trama e le considerazioni perché è da evitare come la peste.

Dello stesso anno anche il B-Movie “Menno’s Mind”, inedito in Italia, con una trama incoerente e numerosi errori/distrazioni nella sceneggiatura da vedere solo per chi è fan di Bruce Campbell, per il resto lasciate pure perdere.

Giungiamo dunque al 1997 e finalmente parliamo di un film italiano, anzi di un capolavoro del cinema di fantascienza, ovvero “Nirvana” di Gabriele Salvatores.

Un virus dona al protagonista del videogioco Nirvana l’autocoscienza, si sviluppa così una storia intrigante che ricorda per temi il celeberrimo “Blade Runner”.

Dovete recuperarlo per forza, non avete scelta.

Nel 1998 esce un film per la TV, chiamato “Host” o “Virtual Obsession (Host)” in cui un giovane scienziato con davanti a sé un solo mese di vita, per colpa di una malattia incurabile, deve decidere se “uploadare” il suo cervello/personalità/anima all’interno di una simulazione e così ottenere l’immortalità.

Idea interessante e molto simile al successivo “Andoromedia” (titolo originale) o “Andromedia” del 1998, diretto da Takashi Miike.

La trama parla di Mai una giovane ragazza che viene investita da un camion.

Suo padre decide di “masterizzare”/”riversare” la sua personalità all’interno di un’intelligenza artificiale, nonostante questo fra Mai (in versione digitale) e Yuu (il suo ragazzo) continua in un’utopica e drammatica storia d’amore, mentre una compagnia malvagia vorrebbe mettere le mani sulla tecnologia che ha creato l’intelligenza artificiale.

Ancora 1998 e questa volta è il turno di “Skyggen” o altresì conosciuto con il nome di “Webmaster”, una pellicola danese diretta da Thomas Borch Nielsen, un thriller tecnologico in cui il protagonista J.B deve in trentacinque ore scoprire/trovare il misterioso hacker che ha rubato i soldi di un potente “barone” di un dominio (inteso come dominio informatico) sennò il suo cuore farà una brutta fine.

Chiaramente questo film non è mai uscito in Italia, anche se ha vinto il Fantafestival, quindi lo troverete in danese con i sottotitoli in inglese o in lingua inglese.

Comunque nel complesso “Webmaster” ha delle idee interessanti, anche se è ricco di scene quasi completamente a caso che non centrano per niente con la storia.

Veniamo al 1999, ovvero l’anno più interessante dal punto di vista delle produzioni, questo perché escono tre film fondamentali per il tema trattato.

I tre film sono:

  • “eXistenZ”
  • “Matrix”
  • “Il tredicesimo piano”;

Essendo usciti tutti e tre nello stesso anno e sopratutto per “colpa” dello straordinario successo di “Matrix”, gli altri due film non ottennero il successo meritato.

Io consiglio caldamente di recuperarli entrambi, perché sono film decisamente importanti sia per lo stile e sia per i temi trattati.

“Matrix” è stato il film “asso piglia tutto” ed ancora oggi è molto idolatrato ed amato, il suo successo però ha oscurato tanti altri film anche successivi come “Natural City” o “Avatar (2004)” [conosciuto anche come "Matrix Hunter" o "Avatar: Cyber Wars" o ancora "Cyber Wars"], il sequel “Tron: Legacy”, “Avalon” e potremmo aggiungerci anche “2035 – The Mind Jumper”.

Anch’io adoro il primo film della trilogia di “Matrix”, nonostante questo mi sembrava giusto con quest’articolo ricordare anche altri titoli, che pur trattando in maniera simile o completamente diversa la stessa tematica non hanno avuto lo stesso successo e che meriterebbero una riscoperta.

Bentornati al nostro appuntamente settimanale con la rubrica dedicata alla programmazione a tema SF dei canali gratuiti del digitale terrestre disponibili sull’intero territorio nazionale.

Tenete presente che i palinsesti, per orario e contenuto, possono sempre essere modificati dalle emittenti senza preavviso. Controllate sempre quanto di vostro interesse per evitare brutte sorprese.

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